Il Giudice di Pace di Campobasso, lo scorso 20 maggio, si è pronunciato su una controversia concernente l’autovelox installato sulla SS17, a Bojano, accogliendo il ricorso proposto dalle parti ricorrenti – difese dall’avvocato Vittorio Ciamarra, del Foro di Campobasso – contro il verbale di accertamento elevato dall’amministrazione comunale e nello specifico dal Comando di Polizia locale.
Il Giudice, difettando la produzione documentale in capo alla pubblica amministrazione, rimasta contumace, ha accertato il difetto di omologazione dell’apparecchiatura elettronica utilizzata per il rilevamento della velocità, ritenendo altresì sussistenti ulteriori vizi formali afferenti alla segnaletica luminosa prescritta dalla normativa vigente. Circostanze, queste, che hanno quindi determinato l’annullamento del verbale impugnato e, per l’effetto, anche della relativa sanzione accessoria relativa alla decurtazione dei punti dalla patente di guida.
La decisione si inserisce nel solco del costante orientamento giurisprudenziale caratterizzato dal principio di diritto enucleato dalla Suprema Corte di Cassazione secondo cui «gli accertamenti di violazioni dei limiti di velocità effettuati con apparecchiature autovelox non omologate sono illegittimi» (tra le più recenti: Cass., ord. n. 8797/2026; Cass. civ., sez. II, n. 26521/2025; Cass. n. 10505/2024), a presidio delle garanzie poste a tutela del cittadino.
Il caso assume particolare rilievo alla luce delle verifiche già avviate nei mesi scorsi proprio lungo la medesima arteria. A gennaio, infatti, la Polizia aveva effettuato un sopralluogo tecnico sulla SS 17, concentrando l’attenzione sulle due postazioni autovelox installate nell’agosto precedente. Gli agenti, utilizzando una ruota metrica, avevano proceduto alla misurazione delle distanze tra i dispositivi e i cartelli di preavviso, accertamenti sollecitati anche dal Comitato ProTrignina Abruzzo e Molise dopo un confronto tenutosi in Prefettura.
Proprio il Comitato, per voce del presidente Antonio Turdò, aveva più volte sollevato dubbi sulla legittimità degli impianti, in particolare in direzione Campobasso, evidenziando presunte criticità relative alle distanze della segnaletica, all’assenza di segnali intermedi e alla mancata illuminazione.
La questione aveva assunto rapidamente una dimensione pubblica e politica, anche in ragione dell’elevato numero di verbali elevati: secondo dati riferiti allo scorso autunno, fino al 30 settembre, le sanzioni avevano già superato complessivamente i 700mila euro. Un dato che ha alimentato il dibattito sulla funzione stessa degli autovelox.
Sul piano amministrativo, il Comune di Bojano ha sempre difeso la regolarità dell’iter autorizzativo, evidenziando il coinvolgimento di Prefettura e Anas e ribadendo la finalità di prevenzione su un tratto considerato ad alto rischio incidenti.
In questo quadro, la decisione del 20 maggio rischia di avere effetti che vanno oltre il singolo caso, riaccendendo il dibattito sulla legittimità delle rilevazioni effettuate lungo la SS17 e, più in generale, sull’affidabilità giuridica dei sistemi di controllo elettronico della velocità installati sul territorio.



























