Una scena insolita, quasi surreale, tanto da spingere qualcuno a pensare inizialmente a un improvviso malore. Un sacerdote tra i 60 e i 70 anni, molto conosciuto in un piccolo centro dell’hinterland campobassano, ieri mattina avrebbe improvvisamente iniziato a barcollare in strada fino ad accasciarsi sotto gli occhi increduli dei passanti.
La preoccupazione è stata immediata. Chi si trovava in zona si è subito precipitato a prestare le prime cure e ad allertare il numero unico per le emergenze 112, facendo temere inizialmente un problema sanitario anche grave. Sul posto sono arrivati i soccorritori del 118 e le forze dell’ordine, mentre il religioso veniva assistito e poi trasferito all’ospedale Cardarelli di Campobasso per tutti gli accertamenti del caso.
Ma una volta giunto al Pronto soccorso, la vicenda avrebbe assunto contorni decisamente diversi da quelli ipotizzati in un primo momento.
I medici, dopo aver messo in sicurezza il paziente e svolto gli esami clinici necessari, avrebbero infatti escluso un malore di natura patologica. A causare il malessere del reverendo – secondo quanto trapela da ambienti sanitari – sarebbe stato piuttosto un livello di alcol nel sangue ben oltre i limiti della semplice convivialità.
Insomma, più che un problema clinico, un eccesso etilico. Pare infatti che il sacerdote, straniero ma da tempo affidato alla guida spirituale della comunità, possa aver ecceduto con vino, birra o altro, tanto da perdere l’equilibrio fino a stramazzare a terra nel centro del paese.
Nessun reato, sia chiaro. Il parroco non era alla guida di alcun veicolo e non risultano comportamenti pericolosi o conseguenze per terzi. In fondo, ognuno è libero delle proprie scelte personali. Eppure la vicenda, inevitabilmente, ha finito per attirare l’attenzione e alimentare commenti in paese, soprattutto per il ruolo ricoperto dal protagonista dell’episodio.
Quando infatti una persona che indossa – anche in abiti civili – il peso simbolico della tonaca e dell’autorità religiosa si ritrova al centro di una scena pubblica del genere, la notizia smette di essere semplice curiosità privata e diventa racconto collettivo, tra stupore, ironia e inevitabili sussurri.
Fortunatamente, però, tutto è finito senza conseguenze. Dopo le cure e gli accertamenti svolti al Cardarelli, il sacerdote sarebbe stato riaffidato alla sua comunità, senza particolari problemi di salute.
E in paese, tra una battuta e l’altra, qualcuno già sorride: non sempre è il pastore a prendersi cura delle sue pecorelle. A volte, succede anche il contrario.






















