Scintille nell’ultima seduta del Consiglio comunale, convocata ieri mattina per la prosecuzione dei lavori dello scorso mercoledì. All’ordine del giorno figurava un unico argomento: la mozione presentata dal capogruppo di Fratelli d’Italia, Francesco Pilone, insieme ad altri consiglieri del centrodestra, sull’affidamento temporaneo della gestione del Terminal bus alla Sea da parte dell’Amministrazione comunale.
Il dibattito, però, non è mai entrato nel vivo. La seduta è stata dichiarata deserta per mancanza del numero legale.
In aula erano presenti Francesco Pilone, Stefania Di Claudio e Mario Annuario per Fratelli d’Italia; Nicola Cefaratti e Domenico Esposito per Forza Italia, quest’ultimo collegato da remoto, Aldo De Benedittis, i consiglieri civici Pino Ruta, Sabino Iafigliola e Stefano Lombardi, oltre al presidente dell’Assise Giovanni Varra. Presenti anche il vicesindaco Giose Trivisonno, gli assessori Mimmo Maio, Simone Cretella e Lello Bucci e, tra i banchi della maggioranza, il capogruppo del Partito democratico Stefano Ramundo.
Se l’assenza della quasi totalità della maggioranza che sostiene la sindaca Forte era ampiamente prevedibile, a destare sorpresa è stata soprattutto quella di diversi esponenti del centrodestra. Tra loro anche cinque dei dieci consiglieri che avevano sottoscritto la mozione, determinando di fatto il venir meno del numero legale.
Un episodio che ha suscitato la dura reazione di Pilone, il quale non ha nascosto la propria delusione nei confronti degli alleati: «Abbiamo condiviso un documento politico sottoscritto da dieci consiglieri. Non vedere presentarsi cinque dei firmatari è assurdo. Se il centrosinistra era assente, altrettanto grave è che metà dei sottoscrittori della mozione non si sia presentata. È un comportamento che non condivido e che considero tutt’altro che positivo».
Secondo quanto trapela, alla base dell’assenza dei colleghi di centrodestra ci sarebbe soprattutto il malcontento da parte del capogruppo dei Popolari, Salvatore Colagiovanni, per alcune dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi in televisione dalla consigliera Stefania Di Claudio, che ha rivendicato la coerenza mantenuta da Fratelli d’Italia nel corso dei due anni di amministrazione rispetto all’area moderata che, in più occasioni, ha votato con la maggioranza oppure si è astenuta.
Il capogruppo di Fratelli d’Italia ha respinto le accuse di scorrettezza rivolte al suo partito dallo stesso Colagiovanni su alcuni organi di stampa: «Siamo sempre stati leali e coerenti. Se qualcuno scambia il dire la verità per scorrettezza, allora il problema è un altro. Nessuno ha costretto qualcuno a firmare quella mozione: è un documento condiviso, che riproporremo anche nel prossimo Consiglio comunale. E se qualcuno pensa di mettere il bavaglio alla nostra attività di vigilanza e controllo ispettivo si sbaglia. Continueremo a svolgere il nostro ruolo con la stessa determinazione».
Sulla vicenda è intervenuto anche Aldo De Benedittis, che ha espresso perplessità sull’atteggiamento dei colleghi assenti: «Ognuno si assume le proprie responsabilità. Personalmente non condivido questo modo di procedere e non mi sembra corretto. È vero che in passato anche Fratelli d’Italia, in occasione della votazione sulla rottamazione, aveva lasciato l’aula, ma l’unità di una coalizione non può essere a corrente alternata. O si è uniti sempre oppure diventa difficile parlare di un percorso comune. Qualche dubbio sulla tenuta della coalizione, sinceramente, ce l’ho».
De Benedittis ha quindi affrontato anche il merito della questione Sea. «La Sea è una società per azioni soggetta al diritto privato. Se il suo oggetto sociale comprende la gestione del Terminal bus non c’è alcun problema; se invece non lo prevede, è necessario modificarlo. È un aspetto che intendo approfondire».
Pilone ha infine ribadito che la contestazione non riguarda la Sea in quanto società partecipata del Comune, ma esclusivamente il percorso amministrativo seguito dall’esecutivo: «Non abbiamo nulla contro la Sea, che è una municipalizzata e rappresenta un patrimonio del Comune. Contestiamo il metodo. Parliamo di un atto patrimoniale che, a nostro avviso, avrebbe dovuto essere sottoposto al Consiglio comunale e non deciso dalla Giunta. Inoltre riteniamo che fosse opportuno predisporre un bando pubblico per l’affidamento complessivo dei servizi del Terminal bus, comprendendo biglietteria, deposito bagagli, vigilanza, ristorazione e tutte le attività necessarie a una struttura di un capoluogo di regione. La delibera, invece, si limita esclusivamente al servizio di pulizia. Si sarebbero potuti attendere ancora due o tre mesi per predisporre un affidamento organico. È questo il punto della nostra contestazione. Anche perché, allo stato attuale – conclude -, nell’oggetto sociale della Sea è prevista la pulizia dei locali, ma non la gestione di un terminal di queste dimensioni».





























