Un evento che si attendeva da oltre 30 anni: è stato inaugurato ieri il Terminal Bus di Campobasso al termine di un intervento di riqualificazione realizzato dal Comune nell’ambito del PNRR per un investimento complessivo di 3 milioni 840mila euro.
La struttura è stata terminata agli inizi degli anni 90 ed è una delle grandi incompiute del capoluogo di regione che ora è stata restituita alla città e ai molisani. Si tratta, ad onor del vero, di un primo passo che rende accessibile uno dei tre piani dell’immobile. Seguirà la pubblicazione del bando europeo per la gestione complessiva del Terminal Bus che prevede anche realtà commerciali all’interno del nuovo hub regionale.
«È un segnale importante perché si tratta del biglietto di ingresso alla città di Campobasso – commenta la prima cittadina Marialuisa Forte. – È un’apertura parziale, ma lo dovevamo alla città perché diventa un luogo in cui accogliere tutti i pendolari che da oggi troveranno un minimo di assistenza e di servizi. Mi auguro – chiude la sindaca – che il bando per la gestione complessiva venga fatto in tempi veramente brevi».
Ad entrare nei dettagli di quanto fatto fino ad ora è l’assessore comunale al Trasporto Pubblico, Mimmo Maio. «Oggi non riapriamo, oggi apriamo – sottolinea. – Questa è una struttura dignitosa e finalmente degna del nome di Terminal Bus. La città e i turisti l’aspettavano da troppo tempo. Oggi inauguriamo i servizi essenziali: pulizia, vigilanza, sicurezza, biglietteria e area di sosta. La zona sarà videosorvegliata ed è all’avanguardia grazie all’impianto fotovoltaico che è stato installato».
I lavori hanno riguardato la rifunzionalizzazione dell’edificio, l’efficientamento energetico, il rinnovo degli impianti con sistemi di gestione centralizzata, il miglioramento dell’accessibilità e la riprogettazione degli spazi interni. Sono stati inoltre eseguiti interventi di messa in sicurezza, tra cui la demolizione della scala mobile non conforme e la realizzazione di nuove scale antincendio. Un passaggio importante per supportare la mobilità urbana ed extraurbana del capoluogo regionale.
«Dobbiamo lavorare per aprire e non per chiudere – continua l’assessore Maio, rispondendo alla polemica alimentata da Forza Italia al Comune di Campobasso. – Non abbiamo l’autostrada, non abbiamo una quattro corsie, né treni, né aeroporti, quindi invito tutti a continuare il percorso amministrativo e politico che ci porterà al bando per la gestione omnicomprensiva del Terminal Bus di Campobasso».
In Piazza Padre Pio da Pietrelcina transitano tra le cinquemila e le diecimila persone al giorno in base al periodo dell’anno. La struttura quantomeno garantisce già la sala d’attesa ed altri servizi, tra cui quelli igienici.
Al momento, per i prossimi 9 mesi, la gestione è stata affidata alla Sea per un importo pari a 65mila euro. Il 29 luglio le linee guida per la gara europea dell’affido complessivo del Terminal Bus – già approvate in Commissione – arriveranno in Consiglio comunale. Un passaggio propedeutico all’emanazione del bando per il gestore unico. In futuro saranno aperti gli spazi destinati a bar, ristorazione e piccole attività commerciali.
All’inaugurazione di ieri mattina, c’era anche l’ex sindaco di Campobasso, Roberto Gravina. È stata la sua amministrazione a sbloccare il progetto del Terminal Bus: «Promessa mantenuta», queste le prime parole dell’attuale consigliere regionale. «Dopo decenni di degrado, rinvii e promesse elettorali rimaste sulla carta, Campobasso ha riaperto il suo terminal bus completamente riqualificato. Un’infrastruttura che per generazioni ha rappresentato il biglietto da visita peggiore per chi arrivava in città, e che oggi diventa finalmente un punto di accoglienza degno del capoluogo. Quando abbiamo messo mano a questo dossier, – continua l’ex sindaco di Campobasso – il fascicolo era fermo da anni e nessuno voleva prendersene la responsabilità. Io e la mia Giunta ce la siamo presa, insieme ad un gruppo di tecnici del Comune che ha lavorato con serietà su un progetto complesso. Rivedo oggi quel percorso con la soddisfazione di chi ha creduto in un risultato che allora sembrava lontano, e sono contento che a tagliare il nastro sia l’amministrazione guidata dalla sindaca Marialuisa Forte, che ha portato a compimento un cantiere nato in continuità amministrativa. È un buon segnale per la città quando le opere pubbliche superano le legislature. Il terminal è solo un tassello, – chiude Roberto Gravina. – Quando abbiamo impostato quel progetto, l’idea non era sistemare un edificio isolato, ma ridisegnare un pezzo intero di città, dal Parco Scarafone alle case popolari fino alla mobilità del quartiere San Giovanni. Vederlo prendere forma pezzo dopo pezzo, mi conferma che programmare a lungo termine, anche quando i risultati arrivano dopo che si è lasciato il Comune, è l’unico modo serio di fare amministrazione».
Noemi Galuppo

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