In Italia diminuiscono i reati denunciati, ma in Molise il quadro è meno rassicurante, soprattutto sul fronte dei furti, delle rapine e delle truffe online. È quanto emerge dai dati del Viminale elaborati dal Sole 24 Ore per la nuova edizione dell’Indice di criminalità 2026 pubblicato ieri. Una fotografia che, accanto alla flessione registrata a livello nazionale, evidenzia alcune criticità per il territorio molisano e, in particolare, per la provincia di Campobasso.
Nel 2025 in Italia sono stati denunciati circa 2,36 milioni di delitti, l’1,8% in meno rispetto all’anno precedente, con una diminuzione di 42.242 episodi. Si tratta della prima inversione di tendenza dopo quattro anni consecutivi di crescita. A trainare la discesa sono soprattutto i furti, tornati sotto la soglia del milione: 992.660 denunce, in calo del 5,9% rispetto al 2024. Diminuiscono anche le rapine, mentre continuano a crescere alcune forme di criminalità, sempre più legate all’utilizzo delle tecnologie digitali.
È proprio guardando ai dati provinciali che emergono le differenze rispetto al quadro nazionale. La provincia di Campobasso si colloca al 74° posto su 106 territori provinciali, con 2.847 denunce ogni 100mila abitanti nel 2025. Una posizione che la colloca nella metà inferiore della graduatoria, ma che non esclude segnali di allarme per alcune categorie di reato.
Tra i fenomeni da monitorare ci sono innanzitutto i furti, che rappresentano una delle principali criticità per il territorio. A questi si aggiunge l’aumento delle truffe e delle frodi informatiche, un fenomeno che colpisce i cittadini attraverso raggiri online, false comunicazioni, richieste di denaro e tentativi di sottrarre credenziali bancarie o dati personali.
In crescita risultano anche le rapine e i reati connessi agli stupefacenti, oltre alle denunce per sfruttamento della prostituzione e pornografia minorile. Un quadro articolato, nel quale la diminuzione complessiva dei delitti a livello nazionale non si traduce automaticamente in un miglioramento uniforme in tutti i territori.
Sul fronte opposto, nella provincia di Campobasso risultano in diminuzione le denunce per violenze sessuali, estorsioni, usura, lesioni dolose, danneggiamenti e incendi. Dati che delineano un andamento differenziato: alcune forme di criminalità arretrano, mentre altre continuano a guadagnare terreno.
A livello nazionale, oltre alla riduzione del 5,9% dei furti, diminuiscono i reati predatori come le rapine, scese del 3,6%. Gli omicidi volontari passano da 326 a 289, il dato più basso dal 1950, con l’eccezione del 2020. Resta però un elemento da considerare: il totale dei delitti denunciati è ancora superiore del 2,4% rispetto al 2019.
In controtendenza sono soprattutto le truffe e le frodi informatiche, che raggiungono quota 298.651, con un incremento del 4,4% in un anno. Crescono anche i danneggiamenti, le percosse e le estorsioni. La criminalità, dunque, non scompare ma cambia anche modalità, spostando una parte dei rischi dalla strada agli strumenti digitali.




























