Spesso finiscono dimenticati nei cassetti di casa, dove possono restare per anni senza che nessuno si ricordi più della loro esistenza. Altre volte vengono gettati, per comodità, nel sacco dell’indifferenziato, con conseguenze negative per l’ambiente e una perdita di materiali preziosi che potrebbero essere recuperati e reimmessi nel ciclo produttivo. Sono i piccoli rifiuti elettronici, i cosiddetti Raee, al centro del progetto “Clear”, l’iniziativa promossa dal Comune di Campobasso i cui risultati sono stati presentati ieri mattina nel corso dell’evento conclusivo dell’azione pilota.
Un progetto che ha puntato soprattutto sulla prossimità, rendendo più semplice e accessibile il conferimento dei piccoli apparecchi elettronici e accompagnando la raccolta con attività di informazione e sensibilizzazione. I numeri raccontano un lavoro capillare sul territorio: 18 Comuni coinvolti, 36 tappe dell’isola ecologica itinerante, 26 nuovi contenitori dedicati ai piccoli Raee, di cui 17 distribuiti nei centri dell’area urbana e 9 nelle scuole. Centinaia gli studenti delle scuole primarie e secondarie raggiunti dalle attività formative svolte tra il 23 settembre e il 10 ottobre.
La sperimentazione rientra nel progetto europeo WEEEWaste, finanziato dal programma Interreg Europe attraverso il Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr), al quale il Comune di Campobasso partecipa come partner e titolare dell’azione pilota, con la Sea impegnata nella realizzazione operativa degli interventi.
«È un progetto che ha lasciato qualcosa di concreto sul territorio», ha sottolineato l’assessore comunale all’Ambiente, Simone Cretella, evidenziando il valore dello scambio di esperienze con altre realtà, anche internazionali. Non soltanto informazione e sensibilizzazione, dunque, ma strumenti e iniziative capaci di raggiungere direttamente cittadini e comunità: dall’isola ecologica mobile adattata alle esigenze della raccolta, ai punti di conferimento nelle scuole, fino agli interventi nelle contrade e nei piccoli centri. Un lavoro accompagnato anche da campagne di affissione per far conoscere il significato della sigla Raee e spiegare come gestire correttamente questi rifiuti. «Ringrazio tutti coloro che hanno lavorato in questi mesi», ha aggiunto Cretella.
Un ringraziamento condiviso da Monica Scalabrino, consigliera della Sea, che ha sottolineato l’importanza della collaborazione costruita con i sindaci dei Comuni dell’area urbana, i dirigenti scolastici e i cittadini. «Per Sea è stata un’esperienza importante, che ha permesso di mettere in campo una sinergia tra i diversi reparti aziendali. Il personale è abituato a lavorare con rigore, ma questo progetto ha rappresentato un’occasione di collaborazione e crescita». Fondamentale, secondo Scalabrino, il rapporto con le scuole e il coinvolgimento della comunità, con una partecipazione caratterizzata da curiosità e attenzione. «La formazione e l’informazione delle persone rappresentano il futuro di una corretta gestione dei rifiuti», ha concluso, ringraziando anche i dipendenti impegnati nelle attività oltre il normale orario di lavoro.
A illustrare il quadro europeo e le prospettive del progetto è stato il direttore tecnico del Gal, Adolfo Colagiovanni. WEEEWaste, avviato nel marzo 2023 e con conclusione prevista a febbraio 2027, ha consentito ai partner di confrontarsi e scambiarsi buone pratiche per migliorare la gestione dei rifiuti elettronici. Un percorso che ha portato alla realizzazione di un database di esperienze europee e che avrà uno dei suoi momenti conclusivi nel corso di un incontro in programma a Praga.
Per l’area urbana di Campobasso, composta da 18 Comuni, la gestione dei rifiuti si inserisce in una strategia più ampia di transizione ecologica, accanto alle sfide legate allo spopolamento e al miglioramento della mobilità. Tra gli obiettivi individuati figurano una raccolta più capillare attraverso contenitori collocati nei centri commerciali e nelle attività commerciali, una maggiore frequenza dei ritiri su prenotazione, il riutilizzo delle apparecchiature informatiche nelle scuole, attività formative e iniziative per incentivare comportamenti virtuosi.
L’esperienza ha rappresentato anche l’occasione per ripensare il sistema di raccolta già esistente. «Siamo partiti anni fa con una piccola isola ecologica in città, poi trasferita e ampliata», ha ricordato il direttore generale Mauro Vitolo, spiegando come il confronto con altre realtà abbia portato a interrogarsi sull’effettiva accessibilità dei servizi. La presenza di un centro di raccolta attrezzato e dell’ecopunto di via Insorti d’Ungheria ha avvicinato nel tempo i servizi ai cittadini, ma non è sufficiente. Da qui la scelta di sperimentare un sistema itinerante, capace di raggiungere direttamente le persone e accompagnarle nel corretto conferimento.
La campagna promossa ribattezzata “Dopo resta”, richiama proprio il valore di ciò che rimane di un oggetto una volta terminato il suo utilizzo: materiali e risorse che, attraverso il recupero, possono tornare a essere utili, evitando sprechi e ulteriori costi ambientali legati alla produzione di nuove materie prime. A supporto della campagna sono stati distribuiti anche kit informativi, brochure, volantini e manifesti.
Un aspetto particolarmente importante riguarda i piccoli Raee, come caricabatterie, telefoni cellulari, piccoli elettrodomestici e dispositivi elettronici di uso quotidiano. Come ha spiegato l’esperto tecnico Giuseppe D’Alessandro, i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche sono suddivisi in cinque categorie, dalla R1 alla R5. È soprattutto nella categoria R4, quella dei piccoli dispositivi, che si registra una maggiore dispersione: le dimensioni ridotte favoriscono l’accumulo domestico nei cassetti oppure il conferimento improprio nell’indifferenziato. Un comportamento che ostacola il recupero di materiali potenzialmente preziosi e comporta rischi per l’ambiente, considerando la presenza di componenti e sostanze inquinanti.
I dati nazionali confermano quanto sia ancora lunga la strada da percorrere. A fronte di un obiettivo europeo di raccolta pari al 65%, l’Italia si ferma al 29,6%. Anche la quantità raccolta per abitante evidenzia una differenza territoriale: 7,02 chilogrammi pro capite al Nord contro i 4,76 del Sud. Il Molise, tuttavia, mostra segnali incoraggianti: nel 2025 la raccolta è cresciuta del 17,4%, il maggiore incremento registrato a livello nazionale, raggiungendo quota 5,91 chilogrammi per abitante.
Risultati che dimostrano come informazione, accessibilità e coinvolgimento dei cittadini possano fare la differenza. E proprio questa è l’eredità più concreta dell’iniziativa: l’isola ecologica itinerante, rinnovata e attrezzata nell’ambito della sperimentazione, resterà infatti a disposizione del territorio anche dopo la conclusione del progetto, continuando a offrire un servizio di prossimità per intercettare quei piccoli rifiuti elettronici che troppo spesso rischiano di finire nel posto sbagliato.
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