Una riduzione delle giornate di pesca più contenuta rispetto alle proposte iniziali e la prospettiva di un ammortizzatore sociale strutturale per gli equipaggi. Per il settore ittico arrivano due segnali positivi su fronti diversi: l’intesa maturata nella Commissione generale per la pesca nel Mediterraneo sulle possibilità di pesca del 2027 e l’annuncio dell’estensione della Cisoa ai lavoratori del mare attraverso la legge di bilancio. Novità che interessano anche la marineria di Termoli, alle prese con la necessità di conciliare attività delle imprese, tutela delle risorse e continuità del reddito. Sul versante delle regole, Agci Agroittico, Confcooperative Agroalimentare e pesca, Legacoop Agroalimentare, Federpesca e Coldiretti Pesca esprimono una valutazione favorevole sui risultati della plenaria della Cgpm, svoltasi a Roma questa settimana. Le organizzazioni, presenti nella delegazione italiana, parlano di un assetto più equilibrato rispetto alle ipotesi di partenza, capace di tenere insieme sostenibilità ambientale e tenuta economica e occupazionale delle marinerie. Il dato di maggiore interesse per l’Adriatico riguarda le giornate di pesca: a fronte di proposte iniziali di riduzione a due cifre, il taglio è stato contenuto al 3,15%. Una contrazione che, secondo le associazioni, potrà essere assorbita dall’effetto delle circa cinquanta demolizioni attualmente in corso. Le stesse organizzazioni ricordano che, dal 2019, le riduzioni erano state mediamente del 10% l’anno. Nell’intesa figura anche l’eliminazione della formula automatica di taglio delle giornate, un meccanismo che le rappresentanze del comparto considerano fortemente penalizzante per l’Italia. A questo si aggiungono la rimodulazione della chiusura dell’area delle «Barbare», da sette a due mesi, con il ritorno al modello del 2025, e il contenimento della riduzione delle quote di alici e sardine proposta dal Comitato scientifico della Cgpm. «Le nuove misure riducono l’impatto operativo sulle marinerie e ridanno certezze e respiro futuro alle nostre imprese e ai lavoratori del comparto», dichiarano le organizzazioni. Nel comunicato congiunto viene riconosciuto il lavoro della delegazione ministeriale guidata dalla direttrice generale Graziella Romito, lungo la linea indicata dal ministro Francesco Lollobrigida. Il risultato, sostengono le associazioni, ha consentito di scongiurare misure che avrebbero colpito il settore in maniera insostenibile. L’accordo interessa anche altre aree del Mediterraneo. Per il Canale di Sicilia è previsto un aumento della quota di gambero di profondità, mentre per la pesca demersale vengono mantenute le giornate del 2026 ed eliminato il fermo obbligatorio per gli attrezzi da posta. Nel mar Ionio è stato ottenuto un lieve incremento della quota di gambero di profondità per il 2027; per il Mar di Levante non vengono segnalate variazioni significative nelle misure di gestione della flotta nazionale. Sul fronte della protezione dei lavoratori interviene invece la Fai-Cisl nazionale, che accoglie con favore l’annuncio del governo sull’estensione alla pesca della Cisoa, la cassa integrazione per gli operai agricoli. La misura è indicata tra quelle previste nella legge di bilancio: il passaggio decisivo sarà dunque la sua concreta definizione e applicazione. Per il sindacato si tratta di una rivendicazione avanzata fin dal 2012, individuando nella Cisoa lo strumento più adatto a collegare stabilmente lavoro e ammortizzatori sociali in un comparto caratterizzato da esigenze specifiche, considerate più vicine a quelle dell’agricoltura. «L’estensione della Cisoa al settore della pesca, annunciata dal governo tra le misure previste in legge di bilancio, segna una conquista storica per le lavoratrici e i lavoratori del mare», afferma la Fai-Cisl. Il sindacato riconosce il lavoro del Masaf e l’ascolto delle richieste avanzate durante i confronti con le parti sociali e le associazioni, sottolineando il valore del dialogo nella costruzione della proposta. Resta ora il terreno dell’attuazione. Le organizzazioni cooperative e armatoriali annunciano che seguiranno l’applicazione dell’intesa sulle possibilità di pesca, mentre la Fai-Cisl indica la priorità sul sostegno al reddito: «Ora dobbiamo impegnarci per rendere esigibile questo sostegno fondamentale». Per imprese ed equipaggi, anche a Termoli, è il passaggio necessario perché le aperture annunciate si traducano in condizioni di lavoro più sostenibili e tutele effettive.
























