Una giornata di astensione dalla pesca, con incontri pacifici al mercato ittico e in banchina. La marineria termolese si prepara alla mobilitazione di giovedì 22 ottobre, annunciata dopo una serie di riunioni locali e di confronti con altre marinerie. Al centro restano le difficoltà delle imprese e la necessità di garantire continuità a un’attività sulla quale pesano il costo del carburante, le spese di gestione e l’incertezza sulle prospettive del settore. «Dopo una serie di riunioni locali e con altre marinerie comunico preventivamente una giornata di astensione dalla pesca in data 22 ottobre, con incontri pacifici al mercato ittico e in banchina», si legge nella comunicazione. Un annuncio che indica la data e i luoghi del confronto, senza precisare al momento gli orari degli appuntamenti. La protesta si inserisce in una fase nella quale agli interventi per fronteggiare l’emergenza economica si affianca la richiesta di scelte durature. Gli strumenti disponibili riguardano sia la compensazione dei maggiori costi del gasolio sia l’accesso alla liquidità, due esigenze che per gli armatori incidono direttamente sulla possibilità di programmare le uscite e sostenere il lavoro degli equipaggi. Sul primo fronte è arrivato un chiarimento del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste. Con la nota del 13 ottobre, protocollo 0558499, il Masaf ha risposto a un quesito di Federpesca sul cumulo tra il credito d’imposta per l’acquisto di carburante e gli indennizzi regionali finanziati attraverso il programma Feampa 2021-2027. Il credito d’imposta è stato determinato nella misura del 20 per cento della spesa per il carburante acquistato nei mesi di marzo, aprile e maggio 2026. L’indennizzo Feampa considera invece i maggiori costi nel periodo dal 28 febbraio al 31 dicembre. Per verificare il rispetto dei limiti, il confronto deve riguardare il credito fiscale e soltanto la quota dell’indennizzo riconducibile allo stesso trimestre marzo-maggio. Nel conteggio deve entrare anche il risparmio fiscale derivante dalla non imponibilità del credito ai fini delle imposte sui redditi e dell’Irap. La somma non può superare il 100 per cento del maggior costo effettivamente sostenuto nel trimestre, restando comunque soggetta alle intensità massime di aiuto applicabili. È questo il punto evidenziato nell’approfondimento firmato dal dottor Pantaleo Silvestri: la verifica riguarda la parte dell’indennizzo riferibile ai mesi interessati dal credito, evitando sovracompensazioni. Per la liquidità delle aziende, intanto, entra nella fase decisiva la Cambiale Azzurra, lo strumento Ismea dotato di 10 milioni di euro per sostenere la gestione ordinaria delle piccole e medie imprese della pesca e dell’acquacoltura. Dopo l’apertura della compilazione e della preconvalida il 13 ottobre, dalle ore 12 di oggi, martedì 20 ottobre, sarà possibile convalidare e inviare le domande. La scadenza è fissata alle ore 12 del 30 ottobre. Possono accedere le imprese che hanno registrato ricavi nel 2025, risultano regolarmente iscritte al Registro delle imprese come imprese ittiche e hanno avviato l’attività interessata entro il primo gennaio 2024, nel rispetto degli ulteriori requisiti del prospetto informativo. Il finanziamento parte da un minimo di 3mila euro e può raggiungere il 50 per cento dei ricavi risultanti dall’ultima dichiarazione fiscale presentata. Per le imprese di pesca e le cooperative armatoriali il tetto è di 20mila euro per imbarcazione, fino a un massimo complessivo di 60mila euro per impresa. Per l’acquacoltura il limite è di 20mila euro per beneficiario. La durata è di cinque anni, dei quali due di preammortamento. Il tasso zero è assicurato da un contributo in regime de minimis; il rimborso avviene in dodici rate trimestrali, con la prima scadenza a 27 mesi dall’erogazione. La procedura si svolge esclusivamente sul portale Ismea, attraverso accreditamento, compilazione e preconvalida, quindi convalida e invio. La preconvalida è obbligatoria, ma non attribuisce priorità: le richieste vengono esaminate secondo l’ordine cronologico di presentazione, fino all’esaurimento delle risorse. Occorre allegare la documentazione della Centrale dei rischi della Banca d’Italia e quella relativa ai ricavi. Per le imprese di pesca servono anche i documenti sulla disponibilità delle imbarcazioni e le licenze valide. L’istruttoria si conclude entro sessanta giorni dalla scadenza per la presentazione delle domande. Accanto alle misure economiche resta aperto il confronto sulle politiche europee. Alla Commissione Agricoltura della Camera, nell’ambito dell’esame delle risoluzioni a sostegno del settore ittico, la direttrice di Federpesca Francesca Biondo ha chiesto «politiche strutturali» e «un piano strategico che ci consenta di guardare al futuro». Secondo Biondo, la Politica comune della pesca ha privilegiato gli aspetti ambientali trascurando quelli economici e sociali, contribuendo alla riduzione delle flotte italiane a vantaggio di quelle nordafricane. «Le politiche europee hanno trattato competitività e sostenibilità come se fossero in contrapposizione, mentre possono e devono coesistere», ha affermato. «Sostenibilità non può significare smettere di pescare», ha aggiunto. «Significa pescare tutelando le risorse, perché anche le prossime generazioni possano vivere di questo lavoro. Su questi obiettivi i pescatori sono i primi alleati». La direttrice ha difeso anche la pesca a strascico, richiamando i vincoli su attrezzi, aree consentite, maglie e fermo biologico. Secondo quanto sostenuto durante l’audizione, lo strascico non può operare in oltre il 60 per cento del Mediterraneo. La sua ulteriore riduzione, ha avvertito, rischierebbe di accrescere la dipendenza dalle importazioni da Paesi con regole e tutele differenti. Infine, il lavoro: Federpesca chiede un ammortizzatore sociale strutturato e interventi sulla carenza di personale, favorendo l’impiego a bordo di marittimi stranieri con regolare permesso di soggiorno. «Senza equipaggi le barche non escono in mare», ha ricordato Biondo. Questioni che accompagnano anche l’appuntamento termolese del 22 ottobre, quando il confronto si sposterà nei luoghi quotidiani della pesca, tra mercato ittico e banchina.

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