Una bravata pericolosa, che avrebbe potuto trasformarsi in un investimento, e che secondo alcune testimonianze non sarebbe neppure un episodio isolato. A Campobasso torna a far discutere il comportamento di alcuni giovanissimi che, per gioco o per una sfida tra coetanei, si divertirebbero a spingere un compagno davanti alle auto in transito, rischiando di provocare incidenti anche gravi.
A raccontare quanto accaduto è una donna che ha affidato ai social la propria testimonianza, lanciando un appello ai genitori e invitando gli automobilisti a prestare la massima attenzione. L’episodio si sarebbe verificato nei giorni scorsi all’incrocio tra via Vittorio Veneto e via Zurlo, mentre la donna viaggiava in macchina insieme al figlio.
Davanti alla sua vettura procedeva una Matiz celeste che, arrivata all’incrocio, si sarebbe fermata improvvisamente. Il conducente avrebbe aperto la portiera per parlare con un ragazzo appartenente al gruppo di amici, per poi ripartire dopo pochi secondi. Anche i giovani, «un gruppo di 6 ragazzi e una ragazza, tutti italiani e presumibilmente minorenni» – riferisce la donna -, si sarebbero quindi incamminati sul marciapiede in direzione dell’istituto Ragioneria.
È a quel punto che si sarebbe verificato il fatto più inquietante. Quando il gruppo ha raggiunto l’altezza dell’automobile, uno dei ragazzi avrebbe aspettato che la conducente iniziasse ad avanzare per poi spingere volontariamente un compagno, facendolo finire proprio davanti al muso della vettura. Solo la prontezza di riflessi della donna, che ha frenato bruscamente, avrebbe evitato l’impatto.
La conducente ha abbassato il finestrino per rimproverare i ragazzi. Ma, stando al suo racconto, il giovane che aveva provocato la caduta avrebbe addirittura scaricato la responsabilità sul compagno. A rendere ancora più sconcertante la scena sarebbe stato il comportamento degli altri componenti del gruppo, che avrebbero assistito alla situazione ridendo e gridando ripetutamente «omicidio di primo grado!».
Un atteggiamento che, secondo la donna, lascia pensare a una possibile messinscena, forse con l’intenzione di simulare un investimento e fingere di essere rimasti feriti. Un’ipotesi, questa, che resta una valutazione personale della testimone e che non trova al momento ulteriori riscontri.
La vicenda non sarebbe finita lì. Dopo alcuni minuti, infatti, la donna riferisce di aver ritrovato gli stessi ragazzi davanti a un bar di via Cavour, come se nulla fosse accaduto.
Nel suo post la cittadina si rivolge direttamente alle famiglie, chiedendo ai genitori di interrogarsi sui comportamenti dei figli e sull’educazione ricevuta. Ma soprattutto richiama l’attenzione sui rischi di simili gesti: se al posto suo ci fosse stato un anziano, un neopatentato o un automobilista con riflessi meno pronti, le conseguenze avrebbero potuto essere ben più gravi.
C’è poi un altro elemento che emerge dalla segnalazione: alcuni conoscenti, la stessa sorella della protagonista, avrebbero riferito alla donna di aver assistito a episodi analoghi. Da qui il sospetto che non si tratti di una bravata occasionale, ma di un comportamento che potrebbe ripetersi tra gruppi di giovanissimi in città.
«Lunedì mattina mi sono recata presso la stazione dei Carabinieri di via Mazzini dove ho potuto effettuare solo una segnalazione poiché non si erano verificati incidenti. Mi auguro che almeno in questo modo potranno essere attenzionati», conclude.
Un allarme che, al di là delle responsabilità ancora da verificare e dell’eventuale diffusione di questa presunta moda, pone una questione importante: la sicurezza stradale non può diventare terreno di gioco e la vita delle persone non può essere messa a rischio per una risata o una sfida tra amici. Perché quello che qualcuno potrebbe considerare uno scherzo, in pochi secondi può trasformarsi in una tragedia.

























