Archiviata la presentazione delle liste, la partita per il rinnovo del Consiglio provinciale entra nel vivo e cominciano a delinearsi i primi equilibri politici in vista del voto del 5 luglio. Sulla carta, il centrosinistra parte con i favori del pronostico, forte soprattutto del peso elettorale di Agnone, dove la coalizione può contare su una maggioranza ampia e compatta di consiglieri comunali, determinante nel sistema del voto ponderato.
Un vantaggio numerico che, però, dovrà tradursi in consenso reale tra gli amministratori chiamati alle urne. Ne è consapevole Candido Paglione, sindaco di Capracotta e candidato nella lista “Insieme per la Provincia di Isernia”, che sottolinea la natura e l’ambizione del progetto politico: «È una lista quella del centrosinistra che raccoglie gli amministratori di tutto il territorio della nostra provincia ed è anche espressione delle varie anime del campo largo del centrosinistra. Se vogliamo, si tratta anche di un esperimento in prospettiva per provare a ricreare le condizioni per un nuovo governo a livello regionale e nazionale. Naturalmente il tema vero in questo momento è quello di provare a ridare ruolo e funzione alle Province. Noi in questa nostra piccola e martoriata provincia ci proviamo e ci riproviamo ancora, sapendo che, ad esempio, dopo la chiusura frettolosa e improvvida delle comunità montane, la Provincia assume un ruolo ancora più importante come ente di area vasta che deve avere anche un ruolo di programmazione oltre che un ruolo esecutivo. Io confido nel buon senso ma soprattutto, essendo un’elezione di secondo livello, quindi non un’elezione diretta, conto molto sulla partecipazione degli amministratori locali, sul senso di responsabilità e sul fatto che si possa dare un’impronta chiara di centrosinistra alla prossima amministrazione della Provincia di Isernia».
Sul fronte opposto, il centrodestra riconosce le difficoltà legate ai numeri ma non rinuncia a giocarsi le proprie carte. A evidenziarlo è Manolo Sacco, sindaco di Pescolanciano e candidato nella lista “Autonomia e Identità”: «La nostra è sicuramente una lista che rappresenta tutti i territori e dà attenzione ai piccoli comuni con la speranza che possano sostenere la nostra lista per essere rappresentati degnamente e pienamente nella Provincia di Isernia. Sicuramente partiamo in svantaggio. Per le elezioni provinciali i conti sono ben facili da fare. Se calcoliamo la ponderazione del voto di Agnone, di Isernia e Venafro, ovviamente ad oggi partiamo in svantaggio, però poi le campagne elettorali si fanno e se siamo bravi a farle a favore del centrodestra e non contro la candidatura di Manolo Sacco, secondo me possiamo recuperare un seggio in più».
Il quadro che emerge è quello di una sfida che, pur partendo da equilibri apparentemente già delineati, resta aperta sul piano politico. Il sistema di voto, riservato agli amministratori locali e fortemente influenzato dal peso demografico dei Comuni, rende infatti ogni consenso decisivo.
Dopo settimane segnate da trattative e tentativi di sintesi, soprattutto nel centrodestra, la competizione entra ora nella fase più concreta: quella del confronto diretto tra territori, amministratori e visioni di governo dell’ente provincia.
Una partita che si giocherà meno sui palchi e più nelle relazioni politiche, nei rapporti tra amministratori e nella capacità delle due coalizioni di compattare, fino all’ultimo voto, i propri riferimenti locali.

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