La scuola cambia passo e guarda già al prossimo anno: dal rientro di settembre, niente più lezioni il sabato per gli alunni della primaria e della secondaria di primo grado. Una scelta che allinea il capoluogo pentro a una tendenza ormai consolidata in molte realtà italiane e che risponde a un’esigenza sempre più avvertita dalle famiglie. L’annuncio è arrivato ieri mattina nel corso di una conferenza stampa a Palazzo San Francesco, alla presenza del sindaco Piero Castrataro e dell’assessora all’Istruzione Angela Perpetua, che hanno illustrato nel dettaglio l’organizzazione del nuovo assetto scolastico. Il modello della cosiddetta “settimana corta” – già diffuso altrove – sarà adottato per tutti gli istituti di competenza comunale, con una rimodulazione degli orari e dei servizi, a partire da mensa e trasporto.
«C’era un intento condiviso – hanno spiegato dall’amministrazione – quello di introdurre la settimana su cinque giorni. Abbiamo lavorato in sinergia con gli istituti, intervenendo soprattutto sull’organizzazione dei servizi comunali per adattarli al nuovo calendario. Si tratta di una novità soprattutto per la scuola primaria. Il risparmio principale sarà quello energetico e ci siamo impegnati a reinvestire queste risorse direttamente nelle scuole, per renderle più fruibili e sempre più a misura di alunno».
Una riorganizzazione che non si limita all’aspetto logistico, ma che punta anche a una diversa qualità del tempo scuola e del tempo libero. I dirigenti scolastici degli istituti “Giovanni XXIII” e “San Giovanni Bosco” hanno sottolineato come Isernia arrivi tra le ultime province ad adottare questo modello, ritenuto ormai maturo.
«Le motivazioni sono diverse – hanno evidenziato – a partire dal risparmio energetico garantito dalla chiusura del sabato. Dal punto di vista psicopedagogico, la distribuzione dell’orario su cinque o sei giorni non comporta differenze sostanziali. Al contrario, due giorni consecutivi di pausa possono favorire una maggiore serenità per gli studenti e un tempo di qualità in famiglia».
Non solo. Il sabato, liberato dalle lezioni, potrà diventare uno spazio da riempire con attività alternative. In sinergia con il Comune e grazie anche a progettualità legate a PON e PNRR, si sta già lavorando alla creazione di un’offerta integrativa sul territorio: iniziative sportive, artistiche e ludiche pensate per coinvolgere i ragazzi anche fuori dall’orario scolastico tradizionale.
Una trasformazione che segna un cambio di abitudini per studenti e famiglie isernine, ma che l’amministrazione e le scuole presentano come un investimento sul benessere, sull’efficienza e su un’idea più moderna di scuola. Dal prossimo settembre, dunque, il suono della campanella si fermerà al venerdì, lasciando al fine settimana un significato diverso: meno banchi, più tempo.

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