Settimane di mobilitazione a Termoli contro il Piano operativo sanitario regionale. Dal corteo apartitico degli studenti agli appuntamenti promossi da Pax Christi, Assemblea Palestina Libera Basso Molise e Movimento dei Focolari. Si aprirà martedì 26 maggio con una grande manifestazione studentesca la nuova fase di mobilitazione contro il Piano operativo sanitario 2026-2028 della Regione Molise e contro il rischio di chiusura del reparto di Emodinamica dell’ospedale San Timoteo di Termoli. Una protesta che coinvolgerà studenti, associazioni, sindacati, attivisti e cittadini e che proseguirà fino al 17 giugno con assemblee pubbliche, presidi e incontri culturali sul tema della sanità pubblica, del welfare, del lavoro e della pace. A dare il via alla mobilitazione saranno gli studenti e le studentesse delle scuole di Termoli e del Basso Molise. Martedì 26 maggio, a partire dalle ore 8.30, è infatti prevista una manifestazione apartitica organizzata dai rappresentanti d’istituto. Il corteo partirà da piazza Donatori di Sangue e raggiungerà piazza Sant’Antonio, dove si terrà il presidio conclusivo con gli interventi di medici e dottori. Nel comunicato diffuso dagli organizzatori emerge con forza la preoccupazione per il futuro della sanità territoriale. «Ci sentiamo di dover esprimere il nostro dissenso in merito a un piano che mette a rischio il diritto fondamentale alla salute per migliaia di cittadini di questo territorio», spiegano i rappresentanti degli studenti. «Vediamo distruggersi davanti ai nostri occhi il diritto ad avere una sanità pubblica e garantita. Questo magnifico territorio non merita il male che sta ricevendo». La mobilitazione nasce come risposta spontanea di una comunità che teme il ridimensionamento dell’ospedale San
Timoteo e, in particolare, la soppressione del servizio di Emodinamica, considerato essenziale nella gestione delle emergenze cardiovascolari acute. La chiusura del reparto costringerebbe infatti molti pazienti a trasferimenti verso altri ospedali regionali o extraregionali anche in condizioni di estrema urgenza. L’iniziativa è stata definita apertamente apartitica. Gli organizzatori hanno invitato cittadini, associazioni e partecipanti a non esporre simboli o bandiere di partito, per preservare il carattere civico e studentesco della manifestazione. Attesa una partecipazione massiccia da parte del mondo scolastico e della cittadinanza. La protesta del 26 maggio si inserisce nel clima di forte tensione e mobilitazione che nelle ultime settimane ha attraversato Termoli e il Molise. Sul tema della sanità pubblica si sono già svolti un presidio davanti all’ospedale San Timoteo e il Consiglio comunale monotematico del 18 maggio, convocato proprio per discutere delle criticità del nuovo Piano operativo sanitario regionale. Il giorno successivo alla manifestazione studentesca, mercoledì 27 maggio, prenderà il via anche il programma «Organizzare la pace. Sì Stato sociale, no Stato di guerra. Sanità – Welfare – Lavoro – Diritti», promosso da Pax Christi, Assemblea Palestina Libera Basso Molise e Movimento dei Focolari Italia. Quattro appuntamenti, dal 27 maggio al 17 giugno, che metteranno al centro il rapporto tra diritti sociali, welfare e spesa militare. Secondo gli organizzatori, infatti, il progressivo indebolimento della sanità pubblica, dell’istruzione e dei servizi sociali sarebbe strettamente collegato all’aumento degli investimenti in armamenti e difesa. Il primo incontro si terrà mercoledì 27 maggio alle 18.30 a Largo Santoro, nel piazzale antistante la chiesa di Sant’Antonio, con l’assemblea pubblica «Non solo emodinamica – La salute non è una merce». Previsti gli interventi del sindaco di Isernia Piero Castrataro, impegnato da mesi nella difesa della sanità pubblica pentra, collegato a distanza, di Italo Di Sabato, attivista della Casa del Popolo di Campobasso, oltre a rappresentanti di associazioni, gruppi, sindacati, forze politiche, studenti e lavoratori. Gli organizzatori spiegano che il punto di partenza del dibattito saranno proprio alcune criticità del Programma operativo sanitario 2026-2028 della Regione Molise, che mette a rischio non solo il servizio di Emodinamica del San Timoteo di Termoli, ma anche il Punto nascita del Veneziale di Isernia. Secondo i promotori dell’iniziativa, questa strategia di ridimensionamento della sanità pubblica regionale si inserisce in un quadro nazionale caratterizzato da un aumento delle spese militari e degli investimenti nella difesa. Da qui il collegamento politico e culturale tra «welfare» e «warfare», tra tutela dei diritti sociali e politiche di riarmo. Durante l’assemblea del 27 maggio sarà inoltre proposta la raccolta firme per due leggi di iniziativa popolare: «Sosteniamo il Servizio sanitario nazionale», promossa dal Comitato per il rilancio del SSN, e «Più tutele per chi lavora negli appalti e più salute e sicurezza nei luoghi di lavoro», promossa dal Comitato «I diritti non si appaltano». Il programma proseguirà il 2 giugno, Festa della Repubblica, alle 18.30 con il presidio «Stop riarmo! Vogliamo il futuro» in Corso Nazionale e via Adriatica. L’iniziativa si richiama alle proposte avanzate dalla Rete Italiana Pace e Disarmo, dalla campagna «Sbilanciamoci», dal movimento No Kings Italia e da diversi intellettuali che invitano a vivere l’anniversario della Repubblica con iniziative popolari e territoriali alternative alle parate militari. Gli ultimi due appuntamenti saranno dedicati alla presentazione di libri nella sala «Ecclesia Mater», all’interno del Palazzo della Curia vescovile in piazza Sant’Antonio. Mercoledì 10 giugno alle 18.30 interverrà Luigi Daniele, professore associato di Diritto internazionale all’Università degli Studi del Molise, autore del volume «Il diritto del più forte. La distruzione dell’ordine internazionale». Mercoledì 17 giugno, sempre alle 18.30, sarà invece ospite Vittorio Agnoletto, medico, attivista e accademico italiano, autore del libro «L’industria della salute. Farmaci, privatizzazioni e affari. Ecco perché un’altra medicina è necessaria». Una mobilitazione articolata, dunque, che nelle intenzioni degli organizzatori punta a tenere insieme sanità, diritti sociali, pace e partecipazione democratica. E che, almeno per le prossime settimane, sembra destinata a mantenere alta l’attenzione pubblica sul futuro della sanità molisana e del San Timoteo di Termoli.





















