Le celebrazioni di Sant’Antonio di Padova a Pietracatella, quest’anno, sono state accompagnate dal ricordo di Sara e Antonella. Sabato il paese si è fermato e, con la fiaccolata a cavallo, ha rivolto un pensiero a madre e figlia, morte a poche ore di distanza tra il 27 e il 28 dicembre scorsi all’ospedale Cardarelli per un avvelenamento da ricina.
«Una bella iniziativa. Tutta la nostra comunità si è stretta attorno alla famiglia e continua a ricordare Sara e Antonella», ha affermato il sindaco Antonio Tomassone.
Intanto sul fronte investigativo quella che si apre oggi potrebbe essere una settima importante, vista anche la svolta impressa alle indagini nei giorni scorsi.
È il 4 maggio scorso quando la Scientifica entra nell’abitazione della famiglia Di Vita, in via Risorgimento, per acquisire i dispositivi elettronici delle due vittime. Un’estrazione imponente, da parte degli specialisti dello Sco, di dati digitali che da quando sono a disposizione degli inquirenti si stanno dimostrando fondamentali per ricostruire, tassello dopo tassello, il giallo di Pietracatella.
Venerdì scorso una donna molto vicina alla famiglia Di Vita è stata denunciata per favoreggiamento dagli investigatori della Squadra Mobile. Dal cellulare di Antonella Di Ielsi, infatti, starebbero emergendo delle chat nelle quali il contesto familiare sembrerebbe diverso da quello descritto nei mesi e nelle settimane scorse da amici e conoscenti della famiglia.
Secondo fonti investigative, da alcune conversazioni WhatsApp al vaglio della Squadra Mobile, la moglie di Gianni di Vita e madre di Alice e Sara avrebbe evidenziato all’amica tensioni all’interno della cerchia familiare, accennando anche alla possibilità di cercare un avvocato divorzista.
La donna denunciata la settima scorsa, residente anche lei a Pietracatella e ascoltata più volte negli uffici di via Tiberio, avrebbe continuato a negare, per poi essere smentita dai riscontri digitali, di essere a conoscenza di problematiche o dissidi all’interno della famiglia Di Vita-Di Ielsi.
Un lavoro che prosegue senza sosta quello degli inquirenti, che stanno continuando ad incrociare audizioni – intorno alle 200 – e memorie digitali al fine ricostruire nel modo più dettagliato possibile relazioni, spostamenti e frizioni.
Ancora attesa in questura la nuova audizione di Laura Di Vita, cugina di Gianni, che potrebbe essere convocata negli uffici di via Tiberio proprio in settimana. Parallelamente gli inquirenti stanno organizzando un nuovo sopralluogo in via Risorgimento. Questa volta l’ingresso nell’abitazione della Polizia Scientifica sarà volto alla ricerca di tracce di ricina. Sul fronte degli accertanti medici, invece, sono attesi entro il 30 giugno sulla scrivania della procuratrice di Larino Elvira Antonelli i risultati delle autopsie svolte dal medico legale Benedetta Pia De Luca e le relazioni dei consulenti Locatelli e Merli.





























