Uomini e mezzi dello Squadrone eliportato dei “Cacciatori” dell’Arma lungo le sponde del Sente, nei giorni scorsi, non sono passati certo inosservati. L’attività operativa del reparto speciale dei Carabinieri, di stanza nella vicina Puglia, con l’ausilio delle pattuglie della territoriale, si è dispiegata nella zona alla confluenza del torrente Sente con il fiume Trigno, a cavallo quindi dei territori comunali di Poggio Sannita e Schiavi di Abruzzo. I Cacciatori hanno battuto in lungo e in largo il greto del Sente e hanno rinvenuto circa duecento piante di cannabis in fase di essiccazione. Una vera e propria rete di fili di ferro installata tra gli alberi in modo da realizzare dei supporti sui quali appendere le piante di cannabis da far seccare al sole, prima di ricavare marijuana o altre sostanze stupefacenti. L’incredibile scoperta, inedita per zone solitamente considerate a bassa attività delinquenziale, ha portato dunque al sequestro delle circa duecento piante. Il materiale vegetale avrebbe consentito realisticamente di produrre circa un mezzo quintale di sostanze stupefacenti vietate, per un potenziale giro di affari illeciti per centinaia di migliaia di euro. Si tratta del più grosso sequestro di droga effettuato nell’intera zona dell’Alto Sannio, tra Alto Molise e Alto Vastese. Non è escluso che si tratti di coltivazioni illegali commissionate da gruppi di criminalità organizzata delle regioni confinanti, Puglia o Campania in particolare, atteso appunto l’ingente quantitativo che implica un mercato di dimensioni tali da poter assorbire quella offerta di sostanze stupefacenti. L’attività è tenuta al momento nel più stretto riserbo dalla Procura competente, che per questioni territoriali e amministrative risulta essere quella di Vasto, nel confinante Chietino. Da quello che si apprende da fonti investigative confidenziali il terreno sul quale è stato rinvenuto l’impianto di essiccazione è demaniale e non ci sarebbero, al momento, persone indagate o sospettate. Le indagini proseguono, proprio al fine di individuare gli eventuali responsabili dell’attività illecita che avrebbe permesso di immettere sul mercato clandestino un notevole quantitativo di droga, assolutamente sovradimensionato per il potenziale mercato rappresentato dai consumatori dell’Alto Molise. Non è escluso, anzi è altamente probabile, che il sequestro operato dai Carabinieri sia da collegare all’operazione della Guardia di Finanza delle scorse settimane, quella che ha permesso di scoprire e distruggere, sul territorio comunale di Salcito, un’imponente attività illecita di messa a coltura di cannabis, occultata all’interno di una vasta area boschiva, sempre di proprietà demaniale. La sinergica manovra condotta dai militari della Finanza di Campobasso e dalla Sezione Aerea di Pescara, con la partecipazione del Reparto Aeronavale Molise, ha permesso di dare avvio a un’operazione di polizia giudiziaria che ha interessato un’area di oltre due ettari adiacente al Torrente Verrino, in cui erano presenti oltre 1560 piante di cannabis indica, disposte in filari ordinati e regolari. La piantagione, già in avanzato stato di fioritura e pronta per la mietitura, era costantemente alimentata da un articolato ed esteso impianto di irrigazione. Le indagini avviate per individuare i soggetti che hanno realizzato e gestito la piantagione, sono tuttora in corso. E a quelle ora si aggiunge quest’altro sequestro operato, nei giorni scorsi, dallo Squadrone eliportato “Cacciatori” di Puglia, reparto speciale dell’Arma dei Carabinieri. I due siti, infatti, distano poche decine di metri l’uno dall’altro, pur trovandosi, per questioni amministrative, su territori comunali, provinciali e regionali diversi. Hanno partecipato alle operazioni di sequestro anche i comandi stazione dei Carabinieri di Schiavi di Abruzzo e Castiglione Messer Marino, inviati in ausilio ai Cacciatori di Puglia.
Francesco Bottone

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