Aveva detto: prima il bilancio, è quella la priorità, poi il rimpasto di giunta. E così sarà, conferma il presidente della Regione Francesco Roberti a margine della seduta del Consiglio di via IV Novembre – l’ultima e pure questa inaspettatamente lunga – sulla manovra finanziaria 2026. Rimpasto ma non sostituzione automatica, verranno anche riviste le deleghe.
Allora, presidente, il tempo di approvare il bilancio di previsione e si procederà al rimpasto? Oppure aspetterete di varare in via definitiva anche il rendiconto?
«Il rendiconto lo abbiamo deliberato in giunta, quindi si può già andare avanti con le spese. Per quanto riguarda gli assetti e la composizione dell’esecutivo la prossima settimana incontrerò i coordinatori e segretari dei partiti della coalizione e insieme a loro definiremo anche il programma di fine mandato. Quindi, in particolare, quali saranno le azioni da mettere in campo con gli assessori, la redistribuzione delle deleghe anche ai consiglieri delegati e un cronoprogramma puntuale di quelli che dovranno essere gli obiettivi da raggiungere nei due anni e mezzo».
In occasione del giro di boa, quando è stato ricostituito l’ufficio di presidenza del Consiglio, questo discorso è stato già affrontato con i partiti. Le indicazioni erano per una staffetta in Fratelli d’Italia – D’Egidio assessore al posto di Iorio – e una interna a Forza Italia: al posto di Di Lucente Cavaliere o Di Baggio? È antipatico fare i nomi e personalizzare, ma in questo caso si deve.
«Guardi, su questo le dico che poi in Forza Italia non c’è stato il confronto. Dovremo perciò sederci insieme al coordinatore regionale e ai consiglieri regionali, eletti in FI, e decidere quale cambio si farà e quali deleghe attribuire al rappresentante del partito in giunta per arrivare a fine legislatura con un piano preciso e puntuale. Perché quando ci sono nuovi innesti bisogna tenere presenti anche le attitudini differenti fra chi entra e chi esce dall’esecutivo».
Sarà l’assetto dell’ultima parte di mandato, due anni di fatto ormai. Quindi dovrà essere il più indolore possibile, presidente. Una missione molto complicata.
«Mah… diciamo che lavoreremo per una soluzione che sia la più condivisa possibile perché in questa fase non possiamo permetterci situazioni conflittuali».
ritai

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