Una rapida ricerca su OpenPnrr restituisce un quadro chiaro, trasparente e non “politico”. Il Molise è in media, in alcuni casi sopra la media, per quanto riguarda i pagamenti degli investimenti a valere sul Piano di ripresa e resilienza. E beneficia di una massa imponente di progetti da realizzare con le risorse messe a disposizione dall’Ue per il rilancio post pandemia: 7,9 miliardi il valore complessivo per la XX Regione, appena 8 quello per l’Abruzzo (che ha il triplo e oltre degli abitanti e un peso da sempre significativo sullo scacchiere nazionale).
Altri numeri sono già noti ma nella conferenza stampa di ieri mattina a Palazzo Vitale sono stati illustrati in dettaglio dal presidente della Regione Francesco Roberti e dal consigliere Michele Iorio, assessore con delega anche al Pnrr (delega che ha conservato insieme alle altre dopo il rimpasto di giunta) fino a un mese fa.
Quando nel 2023 ci siamo insediati, hanno sintetizzato Roberti e Iorio, «lo stato di attuazione del Piano era pressoché nullo». Il bilancio di oggi, a valle della deadline del 30 giugno scorso, certifica 386 progetti conclusi sui 468 di cui la Regione è soggetto attuatore. Merito, hanno ricordato, della struttura che ha seguito il dossier (all’incontro con la stampa anche il dirigente Francesco Colavita che fra le altre competenze ha proprio quella sul Pnrr) insieme agli “esperti” selezionati a livello centrale per tutta Italia.
In totale, i progetti riguardanti il territorio regionale sono 3.412 (per un valore di 7,9 miliardi) e comprende anche interventi di Amministrazioni centrali, enti locali, altri enti pubblici e soggetti privati. L’avanzamento “fisico” è dell’82,48%, quello finanziario del 52,68%.
Delle sette missioni di cui si compone il Pnrr, la Regione ha programmato interventi come soggetto attuatore in cinque di queste. E i target sono stati raggiunti in tutte le missioni, ha sottolineato Roberti. Per evitare misunderstanding: il Pnrr imponeva di raggiungere i target per poter continuare a utilizzare tutte le risorse disponibili (e non doverle inviare indietro). Un esempio concreto, delle 13 Case di Comunità programmate nella Missione Salute bisognava “chiuderne” 9 e l’obiettivo è stato centrato. Le altre saranno attivate beneficiando di più tempo e anche di altre linee di finanziamento (Fsc).
Un risultato affatto scontato, dunque, che «testimonia il lavoro svolto in questi anni dalla struttura regionale, dai Dipartimenti, dai dirigenti, dai funzionari, dagli enti attuatori e da tutti coloro che hanno contribuito, con competenza e senso di responsabilità, al raggiungimento di questo importante obiettivo. Dietro questi numeri – ha rimarcato Roberti – ci sono interventi concreti che stanno cambiando il Molise: nuove Case e Ospedali di Comunità, investimenti nella sanità, digitalizzazione della pubblica amministrazione, mobilità sostenibile, tutela del territorio, rigenerazione urbana, formazione, innovazione e valorizzazione del patrimonio regionale. Continueremo a lavorare con lo stesso impegno perché ogni investimento si traduca in opere, servizi e nuove opportunità di crescita per il Molise».
Non solo, ha sottolineato Iorio, «non sono avvenuti i disastri ipotizzati e non si sono concretizzati i ritardi denunciati» ma per esempio nella Missione Salute «saremo una delle poche regioni a raggiungere l’obiettivo di mettere in sicurezza dal punto di vista sismico un ospedale mentre è in funzione, operativo». È accaduto al San Timoteo, su cui sono stati investiti 14 milioni per la linea “ospedale sicuro”. L’impresa ha eseguito le opere dall’esterno.
La cifra totale messa in palio per la sanità molisana è di 89 milioni, 50 li ha gestiti la Regione (Case e ospedali di Comunità, ma anche telemedicina, digitalizzazione del Ssn, Ospedale sicuro di Termoli, Centrali operative territoriali, ammodernamento delle grandi apparecchiature). Nel Pnrr è stato ricompreso, e salvato dal definanziamento, il progetto della Torre Covid.
«Un appalto nazionale non andato a buon fine, lo sapete. Noi abbiamo scelto di imboccare la strada di una nuova gara – ha spiegato richiamando anche il ruolo della dg Salute guidata da Lolita Gallo (che ha seguito l’incontro in sala giunta insieme al Rup della Torre Covid) – a cui la Regione ha contribuito anche con fondi Fsc e si sta arrivando a conclusione. In questo caso il raggiungimento del target è l’attivazione dei posti di terapia intensiva e sub intensiva, che per ora abbiamo localizzato negli ospedali di Campobasso e Termoli e saranno trasferiti nella Torre Covid appena sarà pronta».
Iorio ha ribadito l’importanza del percorso che si è scelto di portare avanti anche se la pandemia da SarsCov2 è ormai alle spalle. È un’opera fondamentale in termini di prevenzione, ha detto l’ex governatore, «autonoma dal Cardarelli, quindi non c’è alcun collegamento fra questo investimento e il futuro trasferimento dell’ospedale regionale alla Cattolica». Arriva a compimento, ha chiuso sul tema, «il percorso che io avevo sempre proposto anche durante la pandemia, realizzare cioè un centro dedicato, che può diventare riferimento per le patologie infettive anche per le regioni limitrofe».
Non solo sanità, naturalmente. Tra gli altri progetti portati a compimento (o in via di completamento), la ciclovia turistica (24 milioni e target del 40% centrato, entro il 31 dicembre dovranno essere realizzati i lavori in corrispondenza del ponte crollato sul Trigno), il progetto Pinqua sulla qualità dell’abitare (50 milioni), la bonifica dei siti di Guglionesi e Pietracatella (6 milioni), lavori ai serbatoi di Termoli e altri 12 Comuni (20 milioni), la formazione duale e il programma Gol (7 milioni), la digitalizzazione del patrimonio culturale archivistico e artistico, il risanamento di edifici storici, la valorizzazione di parchi e giardini fra cui quello di Villa de Capoa a Campobasso) per 5 milioni complessivi.
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