Molise promosso nel report 2024 del ministero della Salute sui Livelli essenziali di assistenza. Per la prima volta da quando è operativo a pieno regime il nuovo sistema di monitoraggio e valutazione, è adempiente in tutte e tre le macroaree valutate: prevenzione (70 punti), assistenza distrettuale (62) e ospedaliera (60).
Un risultato accolto con soddisfazione dal presidente della Regione, Francesco Roberti, che ha parlato di un «riconoscimento al lavoro quotidiano di medici, infermieri e dell’intera direzione aziendale», sottolineando come ogni miglioramento debba tradursi in servizi sempre più efficaci per i cittadini. «Ha già detto tutto il presidente Roberti che approfitto per ringraziare per le parole che ha speso per il vero patrimonio e motore dell’azienda, vale a dire gli operatori». Si schermisce il direttore Giovanni Di Santo. Non vorrebbe sovrapporsi al commento del governatore. Ma Primo Piano insiste: il punto di vista del dg può raccontare più tecnicamente il lavoro fatto e quanto c’è ancora da fare.
Direttore, che valore ha questo risultato?
«È un momento di particolare rilevanza. Il superamento della soglia in tutte le macroaree testimonia la crescente capacità dell’Asrem di garantire ai cittadini servizi appropriati, omogenei e rispondenti agli standard nazionali. Non si tratta di un evento episodico, ma del frutto di una programmazione sistematica. Vorrei sottolineare come questo traguardo sia stato possibile grazie a una proficua sinergia istituzionale con la Regione, con la struttura commissariale e tutti gli attori in campo, che ha permesso di lavorare in modo coordinato verso un obiettivo comune».
Particolarmente eclatante è il balzo nell’area della prevenzione, settore che aveva registrato criticità pochi anni fa.
«È il dato più significativo. Abbiamo raggiunto 70 punti grazie a un investimento organizzativo e culturale che ha posto la prevenzione al centro. Abbiamo potenziato le attività vaccinali, rafforzato gli screening oncologici e migliorato l’integrazione tra i vari dipartimenti. Fondamentale è stato il coinvolgimento dei medici di medicina generale e l’aver migliorato la qualità dei flussi informativi, elemento chiave per la valutazione ministeriale».
Anche l’assistenza ospedaliera e territoriale hanno tenuto.
«L’assistenza distrettuale ha toccato i 62 punti puntando sul rafforzamento della medicina territoriale e dell’assistenza domiciliare. Per quanto riguarda l’ospedaliera, con 60 punti abbiamo raggiunto la soglia grazie alla riorganizzazione delle strutture, alla nomina dei direttori di unità complessa e a un costante impegno nell’appropriatezza clinica».
Restano però le criticità, prima fra tutte la carenza di personale.
«La carenza di specialisti, che colpisce tutto il Paese, in Molise ha effetti rilevanti a causa dei pensionamenti e della scarsa attrattività di alcune sedi. Nonostante questo, abbiamo assicurato la continuità assistenziale rimodulando i modelli organizzativi e valorizzando le professionalità interne. Il successo di oggi dimostra che anche in un contesto di risorse limitate, una buona capacità organizzativa può portare risultati».
Quando si è insediato ha messo mano al controllo di gestione, anzi ha costruito un modello per il controllo di gestione in Azienda, È stato questo l’asso nella manica anche per superare la valutazione Lea?
«Decisivo. Abbiamo concepito il controllo di gestione non come una mera rendicontazione, ma come leva strategica di governo. Abbiamo trasformato il dato statistico in cultura del “dato prodotto”. Monitorando in tempo reale le performance e i flussi, abbiamo potuto individuare tempestivamente le criticità e orientare le scelte della Direzione verso azioni mirate. È questo il modello di governance che ci ha permesso di invertire la rotta».
Il presidente Roberti ha definito questo risultato un punto di partenza. Qual è l’obiettivo per il futuro?
«Il governatore ha ragione: non dobbiamo fermarci. L’obiettivo non è solo mantenere la soglia raggiunta, ma trasformare questo traguardo nel punto di partenza per una crescita stabile. Dobbiamo consolidare i risultati, rafforzare ulteriormente la prevenzione e affrontare con ancora più determinazione la sfida del reclutamento. La sfida ora è garantire ai molisani livelli di assistenza sempre più vicini all’eccellenza». ritai




























