Tre anni fa era poco più di un disegno su carta. Venerdì Giuseppe Conte è tornato in Molise e quel progetto ha potuto attraversarlo, incontrarne i protagonisti, parlare con i giovani che ogni giorno ci lavorano. Il Samnium Innovation Hub oggi esiste. E dietro quella che è diventata una delle esperienze più innovative nate in Molise c’è soprattutto la storia di Roberto Padulo: quella di un ragazzo partito praticamente da zero, con poche migliaia di euro, i risparmi di una vita di sua madre, e arrivato a guidare Dimensione, azienda che ha trasformato proprio il piccolo e spesso bistrattato Molise nel proprio punto di forza.
Il cerchio si è chiuso venerdì 11 settembre. Conte era a Campobasso per la presentazione del suo libro e ha voluto mantenere una promessa fatta nel 2023. Allora aveva visitato la sede nella quale Dimensione era nata e Padulo gli aveva mostrato il progetto del Samnium Innovation Hub. Un’idea ancora sulla carta, ambiziosa soprattutto per il luogo nel quale avrebbe dovuto prendere forma. L’ex presidente del Consiglio aveva promesso che sarebbe tornato una volta realizzata.
Tre anni dopo lo ha fatto. Ad accoglierlo Padulo, i dipendenti di Dimensione e i professionisti e consulenti che oggi compongono l’ecosistema dell’Hub. Ma la visita è stata soprattutto l’occasione per mettere Conte di fronte al risultato forse più significativo dell’impresa: le storie dei tanti giovani che hanno trovato in Molise un lavoro coerente con il proprio percorso di studi e non sono stati costretti ad andare via per costruirsi un futuro professionale.
«Un ambiente ricco di stimoli e un modello di lavoro vincente – ha detto Conte – che punta sull’innovazione mettendo al centro la persona e la qualità della vita, e che consente una contaminazione proficua tra mondo occupazionale e mondo accademico, tra istituzioni e imprese».
È anche questa la scommessa sulla quale Padulo ha costruito Dimensione. Non considerare la perifericità geografica come una condanna, ma provare a trasformarla in un vantaggio. Fare innovazione da una regione piccola, lontana dai grandi distretti tecnologici italiani, dimostrando che le competenze possono essere attratte e soprattutto trattenute anche nelle aree interne.
Una storia imprenditoriale che assume un significato particolare proprio per il punto dal quale è partita. Padulo non aveva alle spalle grandi capitali né un gruppo industriale. All’inizio c’erano qualche migliaio di euro messi insieme con i risparmi della madre e un’intuizione sulla quale scommettere. Da quella base è cresciuta Dimensione. E quello che poteva sembrare il principale limite dell’impresa – nascere e restare in Molise – è diventato uno degli elementi della sua identità.
Durante la visita non c’era il tempo per illustrare tutti i progetti sviluppati dall’azienda. Conte ha voluto però approfondirne uno in particolare: “Molise a 10 Giga”, una delle scommesse più ambiziose di Padulo e della sua squadra. Il progetto ha puntato a portare connessioni ad altissima velocità anche nei centri più piccoli, contribuendo a collocare il Molise tra i territori maggiormente connessi e a ridurre uno degli svantaggi strutturali delle aree interne.
Per Dimensione la rete non rappresenta soltanto un’infrastruttura tecnologica. La disponibilità di una connessione veloce nei borghi può diventare uno strumento di politica territoriale: permette di lavorare e sviluppare attività ad alto contenuto tecnologico anche lontano dalle grandi città, aumenta l’attrattività dei piccoli centri e può contribuire a contrastare lo spopolamento. Un modello che Padulo e il suo gruppo stanno già portando oltre i confini regionali, cercando di replicare in altre parti del Paese l’esperienza costruita in Molise.
Ecco dunque che la vicenda imprenditoriale si incrocia con una questione che riguarda l’intera regione. Per decenni il Molise ha visto partire una parte dei suoi giovani migliori, spesso dopo averne sostenuto la formazione. Dimensione prova a percorrere la strada opposta: creare qui le condizioni perché competenze e professionalità possano restare, lavorare e crescere. Il Samnium Innovation Hub ne è la rappresentazione più evidente, perché nello stesso spazio mette in relazione impresa, professionisti, formazione, ricerca e mondo accademico.
Conte ha così potuto vedere materialmente ciò che nel 2023 Padulo gli aveva mostrato soltanto su carta. Quello che allora poteva apparire come un progetto particolarmente ambizioso per una piccola regione è diventato il quartier generale di Dimensione e un luogo nel quale l’innovazione viene prodotta ogni giorno.
Ma, più dell’edificio e della tecnologia, resta la parabola del suo ideatore. Quella di Roberto Padulo è la storia di chi ha scelto di non considerare il Molise un posto dal quale necessariamente partire per avere successo. È rimasto, ha investito e ha costruito qui la propria azienda, fino a farne una realtà capace di confrontarsi con il mercato nazionale dell’innovazione.
Tre anni fa Padulo mostrò a Conte un sogno su carta. Venerdì glielo ha mostrato realizzato. Ed è probabilmente questa la parte più significativa della storia: Dimensione non è cresciuta nonostante il Molise. Ha provato a crescere a partire dal Molise, trasformando la dimensione ridotta della regione, la qualità della vita e il legame con il territorio in elementi di una strategia industriale. Un modello che oggi consente a tanti giovani di restare e che prova a dimostrare come anche da una delle regioni più piccole d’Italia si possa costruire innovazione destinata a viaggiare molto più lontano. Lu_Co

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