S. Isidoro, S. Crispino, S. Gennaro, Abramo, Maria Maddalena, S. Antonio Abate, Immacolata Concezione, S. Leonardo, S. Rocco, L’Assunta, S. Michele, S. Nicola e – dal 1959 – SS.mo Cuore di Gesù. Tredici Ingegni che incarnano l’anima della tradizione campobassana. Tutto pronto per l’edizione 2026 della sfilata dei Misteri. La città si prepara per il Corpus Domini, un evento che fonda le sue radici nel 1700 e che, come ogni anno, si accinge ad accogliere migliaia di persone e turisti provenienti dal Molise e non solo.
Ieri mattina presso il Museo di via Trento illustrate tutte le novità della prossima processione, a partire dalla nuova Tunzella sino alla presentazione del giornale “La Domenica dei Misteri” giunto alla sua XVIII edizione, realizzato dall’Associazione Misteri e Tradizioni. Il giornale, stampato in 4.000 copie, 36 pagine tutte a colori con un nuovo formato, una nuova veste grafica e ricco di notizie, curiosità, aneddoti e foto, sarà possibile scaricarlo e stamparlo dal sito ufficiale del Museo dei Misteri www.misterietradizioni.com, dove rimarrà per tutto l’anno.
Si chiama Rebecca Setaro. Ha 23 anni e studia Giurisprudenza all’UniMol. Domenica salirà sul Mistero di Sant’Antonio Abate. Prima di lei a rappresentare la Tunzella sua sorella Sara, nel 2018.
In totale saranno 74 i figuranti, 58 bambini (42 nuovi) e 16 adulti (9 nuovi volti). Confermata una vera e propria istituzione della sfilata, il diavolo Italo Stivaletti. Insieme a lui i veterani Antonio Iorio, Nicola Di Pilato e il nuovo diavolo Fabrizio Lancia. Su S. Isidoro Simone Petrella, su S. Crispino Giovanni De Santis, su S. Gennaro Gianmarco Buonasera, su Abramo Nicolino Benedetto, su S. Rocco Raffaele Minichetti.
«Un’emozione davvero incredibile – sottolinea sicura ma emozionata Rebecca Setaro -. Un desiderio che ho sin da bambina e che quest’anno si realizza. Il fatto che mia sorella sia salita prima di me rappresenta qualcosa in più. Un qualcosa di personale. Significa ripercorrere i suoi passi con orgoglio, ma mi sarei candidata in ogni caso. Cercherò di interpretare con rispetto questo ruolo e con il cuore pieno di gratitudine. Significa portare avanti una tradizione familiare all’interno di una tradizione ancora più grande e storica. Quella della nostra città. Per la prima volta non sarò una semplice spettatrice ma la vivrò in prima persona. Porterò questa opportunità sempre con me per il resto della mia vita. Quando 20 giorni fa mi è stato detto che sarei stata io, è stata una sensazione inspiegabile. Dedico questo grande passo al mio ragazzo, alla mia famiglia e soprattutto al mio papà, che purtroppo ha perso la vista. Il fatto che dopo tanti anni possa tornare e “vedere” i Misteri per me è qualcosa che mi riempie di orgoglio».
Il percorso resta invariato: poco meno di 3.450 metri di festa. Campobasso si prepara per la sua giornata più rappresentativa. Appuntamento domenica 7 giugno alle 9:45, quando il primo Ingegno uscirà preceduto dall’inconfondibile incipit «uno, due, tre, Scannétt Allért».
ef

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*