Spaccio in pieno giorno nel cuore del capoluogo di regione. Non nel centro storico questa volta, bensì lungo il corso cittadino. Questa è la realtà emersa dalla maxi operazione della Squadra Mobile di Campobasso guidata dal dirigente, vicequestore Marco Graziano.
Dieci giorni di indagini e appostamenti hanno permesso di smantellare una “centrale” nel quartiere Cep, tra via Monte Grappa e via Piave. Quattro giovani nordafricani – tre marocchini ed un tunisino, – di età compresa tra i 23 e i 28 anni, sono stati arrestati in flagranza all’alba di martedì e trasferiti nel carcere di via Cavour.
L’operazione è scattata grazie alla collaborazione di cittadini ed esercenti che hanno segnalato il traffico di droga, alla luce del sole, tra il centro cittadino e il quartiere Cep. Secondo gli investigatori, i pusher partivano da piazza San Francesco per raggiungere corso Vittorio Emanuele II e viale Elena, utilizzando monopattini o muovendosi a piedi, con poca sostanza addosso in modo da farla risultare per uso personale in caso di controllo.
I giovani agivano in maniera organizzata, con vedette incaricate di controllare la presenza delle forze dell’ordine. Avevano addirittura foto di agenti della Squadra Mobile sul cellulare. Secondo quanto emerso, in alcuni casi gli spacciatori si sono serviti anche di minori stranieri come corrieri. Nel corso della perquisizione nell’appartamento utilizzato come base operativa, gli agenti hanno sequestrato 1 chilo e 102 grammi tra hashish ed eroina, oltre a 8mila euro in contanti ritenuti provento dell’attività di spaccio, telefoni cellulari, bilancini e strumenti per il taglio e il confezionamento della droga.
Tre nordafricani arrestati sono irregolari, solo il quarto (tunisino) è in possesso di un permesso di soggiorno. Tutti risultano nullatenenti e senza fissa dimora. L’appartamento dove è stato rinvenuto il materiale sequestrato è stato affittato da altri cittadini extracomunitari regolari, con contratto registrato.
Un altro elemento fondamentale è emerso durante la conferenza stampa di ieri mattina in Questura: a rifornirsi dai nordafricani incastrati dalla Mobile sono tutti campobassani. «Gli assuntori – ha confermato Marco Graziano – hanno tra i 18 e i 50 anni». Anche padri di famiglia e persone insospettabili. La fascia più adulta è quella dedita all’uso di eroina. Un dettaglio forte e allarmante. Il vicequestore e capo della Squadra Mobile ha sottolineato come il fenomeno dello spaccio rappresenti «un problema molto sentito a Campobasso. Una piaga che si sta diffondendo in maniera pericolosa», ha aggiunto.
Le indagini proseguono per ricostruire la rete di approvvigionamento della droga, proveniente con molta probabilità da Napoli e Foggia. Si sta cercando di capire se esistano basi operative anche nel capoluogo molisano. Gli investigatori escludono, al momento, collegamenti con altre attività nel centro storico del capoluogo di regione. Lo scopo della Squadra Mobile è quello di bloccare lo spaccio per impedire episodi criminali ad esso collegati.
Imponente lo sforzo della macchina operativa guidata da Graziano. «Venti agenti su tutta la Provincia di Campobasso – ha sottolineato il dirigente. – Nonostante tutti gli impegni (come il giallo di Pietracatella ndr), siamo riusciti a portare a termine un’operazione di tale rilevanza nel giro di poco tempo. Per quanto riguarda i nordafricani – ha poi concluso – dopo aver scontato la pena, saranno espulsi». Al momento sono in carcere a disposizione dell’autorità giudiziaria, in attesa dell’udienza di convalida. NG























