Riprendono le audizioni in Questura nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia quindicenne Sara Di Vita. Ieri pomeriggio gli investigatori della Squadra Mobile di Campobasso, diretta da Marco Graziano, hanno ascoltato nuovamente Vincenzo Cuzzone, primario della Terapia intensiva dell’ospedale Cardarelli.
Il medico è arrivato in Questura qualche minuto prima delle 17 e ha lasciato gli uffici circa tre quarti d’ora dopo. Ad attenderlo, all’ingresso e all’uscita, numerosi giornalisti delle testate locali e delle trasmissioni televisive nazionali che seguono il caso.
Cuzzone ha risposto alle domande dei cronisti, tornando sulle ultime ore di vita delle due vittime, sulle condizioni di Gianni Di Vita durante gli accessi in ospedale e sulle circostanze in cui furono comunicati i decessi ai familiari. Ha riferito anche delle reazioni di Gianni e della figlia Alice alla notizia della morte di Antonella e Sara. Nessun elemento sostanzialmente nuovo rispetto a quanto il primario aveva già raccontato in precedenti occasioni.
Più significativo il chiarimento fornito al termine dell’audizione. Alla domanda su quali aspetti gli investigatori avessero inteso approfondire, Cuzzone ha risposto: «Hanno voluto approfondire elementi sanitari della nostra gestione, elementi tecnici e medici».
Un’indicazione che potrebbe assumere rilievo anche rispetto all’altro procedimento giudiziario nato dalla tragedia di Pietracatella, quello relativo alle presunte responsabilità dei sanitari intervenuti prima del decesso delle due donne.
Cinque medici, tra servizio di continuità assistenziale e Pronto soccorso, risultano infatti coinvolti nell’indagine per omicidio colposo, avviata per verificare se vi siano stati errori nella valutazione delle condizioni cliniche delle pazienti e nella diagnosi di una sospetta tossinfezione alimentare.
Per questo filone la Procura di Larino aveva già avanzato una richiesta di archiviazione. Resta da conoscere la definizione della posizione dei sanitari. Non è possibile stabilire se la nuova audizione di Cuzzone sia direttamente collegata a quel procedimento, ma il riferimento agli aspetti tecnici e medici della gestione ospedaliera rende l’approfondimento di particolare interesse.
Il primario era già stato ascoltato dagli investigatori. La decisione di convocarlo nuovamente, a quasi dieci mesi dalla morte di Antonella e Sara, indica la necessità di acquisire ulteriori chiarimenti su circostanze sanitarie che gli inquirenti ritengono meritevoli di approfondimento.
Sul versante dell’indagine per duplice omicidio volontario mediante avvelenamento, intanto, resta centrale l’attesa degli accertamenti affidati al Robert Koch Institut di Berlino.
Proprio su questo fronte, ieri, si è registrato un nuovo episodio.
Durante la trasmissione Dentro la Notizia, condotta da Gianluigi Nuzzi, l’inviato a Campobasso Vincenzo Rubano, citando fonti qualificate, ha riferito che dall’istituto tedesco sarebbe arrivata agli inquirenti una comunicazione informale sull’esito degli esami. Secondo quanto riportato in trasmissione, le analisi non avrebbero individuato tracce di ricina negli alimenti e negli altri reperti esaminati a Berlino.
Una notizia potenzialmente rilevante, considerando che proprio l’identificazione del veicolo attraverso il quale la sostanza tossica è stata ingerita rappresenta uno dei principali obiettivi dell’inchiesta.
La procuratrice della Repubblica di Larino, Elvira Antonelli, è però intervenuta per smentire l’arrivo di risultati dalla Germania. «Dalla Germania non sono pervenuti risultati. Siete pregati di lasciarci lavorare serenamente», ha dichiarato.
Una precisazione netta, che non consente di considerare acquisita l’indiscrezione diffusa durante la trasmissione televisiva. Allo stato, dunque, non risultano comunicati alla Procura esiti degli accertamenti tedeschi.
Gli specialisti del Robert Koch Institut sono stati incaricati di analizzare i reperti per contribuire a individuare la possibile fonte dell’avvelenamento. La presenza di ricina nell’organismo delle due vittime è stata accertata dagli esami tossicologici. Resta invece da chiarire attraverso quale alimento o altra sostanza sia stata somministrata e in quali circostanze.
L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Larino e condotta dalla Squadra Mobile con il supporto del Servizio centrale operativo, prosegue su più fronti. Nei giorni scorsi gli investigatori hanno effettuato accertamenti informatici in diversi istituti scolastici frequentati o collegati alle persone coinvolte nella ricostruzione dei fatti, acquisendo dati e documentazione da sottoporre ad analisi.
Si tratta di attività che si aggiungono ai numerosi sequestri, alle verifiche tecniche e alle audizioni svolte negli ultimi mesi. Il procedimento per duplice omicidio volontario resta a carico di ignoti.
La giornata di ieri consegna quindi due elementi distinti: un nuovo approfondimento investigativo sugli aspetti sanitari della vicenda e una notizia televisiva sui risultati delle analisi tedesche immediatamente smentita dalla procuratrice.
Per conoscere l’esito degli accertamenti di Berlino e capire se potranno contribuire a individuare il veicolo della ricina occorrerà attendere ancora. ppm




























