L’uovo di Colombo per la sanità molisana? Non proprio. Perché trasferire nell’edificio della Cattolica il Cardarelli e il polo medico di Unimol risolve sì un problema complesso ma non è una soluzione banale. Tutt’altro.
Tanto che sull’integrazione – sintesi giornalistica non condivisa dalle autorità sanitarie della Regione, chiamate a una proverbiale prudenza dopo quasi 20 anni di commissariamento – è al lavoro un gruppo di tecnici, indicati da tutti i protagonisti della vicenda, coordinato dall’ateneo molisano. Entro tre mesi, è stata l’indicazione del rettore Giuseppe Vanoli, è necessario che sia elaborato un progetto di fattibilità. Intanto per comprendere se è davvero la soluzione migliore al problema e poi perché Roma dirà sì o no solo sulla base di un piano concreto, numeri e cronoprogramma. Non sulla base di desiderata, per quanto genuini e ripetuti.
La novità, un passo avanti concreto rispetto alle sole buone intenzioni degli ultimi sette-otto anni, l’ha rivelata lo stesso Vanoli ieri sera nell’ultima puntata della stagione del programma di Teleregione “Salute ai raggi X”.
Un anno fa, poco dopo il suo insediamento, l’allora neo rettore aveva dichiarato la disponibilità dell’ateneo a dare il proprio contributo alla sanità molisana anche su questo fronte. Nei mesi che sono seguiti, passaggi condivisi con il governatore Roberti e i commissari Bonamico e Di Giacomo, negoziati con la Cattolica (proprietaria dell’immobile), confronti con proprietà e management del Responsible, collaborazione rafforzata con l’Asrem anche per via della istituzione del dipartimento di assistenza integrata, modello organizzativo previsto dal protocollo Unimol-Regione che però finora non era ancora stato attivato (c’è per ora il regolamento, seguirà l’istituzione concreta e la nomina del direttore). Molti passi avanti, in un solo anno.
Ma anche qualcuno indietro. Uno solo metaforico e riguarda direttamente l’Università. «Abbiamo avuto l’aggiudicazione definitiva del complesso che si occuperà di ricerca, di medicina soprattutto, nutrizione e salute, vicino al collegio medico», ha spiegato Vanoli. A metà strada fra ex Cattolica e Cardarelli. «Può diventare un grande polo di ricerca. Stiamo mettendo a punto uno studio di pre fattibilità tecnico-economica, quindi partiranno gli appalti per realizzare il complesso e acquistare attrezzature».
Un altro passo indietro riguarda l’obiettivo. «Per quanto è mia conoscenza, al momento non ci sono gli elementi per dare in maniera chiara ed esaustiva risposta alla domanda “è questa l’unica soluzione?”. Quindi – le parole del rettore a Teleregione – l’Università ha inteso svolgere il proprio ruolo istituzionale favorendo un contatto fra tutti gli attori, in primis Cattolica che è proprietaria del compendio, per redigere un progetto di fattibilità tecnico-economica, compresa la parte logistica e sanitaria».
Ambizione a volte frustrata, altre invece accantonata, l’idea arriva da lontano. Ma ha spesso anche cambiato denominazione e non solo: integrazione o solo trasferimento, come nell’ultimo anno è emerso dai documenti dei commissari. «Per poter discutere c’è bisogno di partire da basi solide per valutare la convenienza per la salute pubblica innanzitutto e poi quella economica di tutte le parti coinvolte», ha aggiunto Vanoli. «C’è un gruppo di lavoro che sta sviluppando un progetto. Io mi sono permesso di chiedere al commissario, al presidente della Regione, alla rettrice di Cattolica, al Responsible di poter coordinare l’iniziativa su cui l’Università fa anche un investimento, ma è un atto dovuto e doveroso in questo momento. E ho chiesto di avere entro settembre il progetto».
Un documento che sia utile alle valutazioni e alle decisioni delle istituzioni che hanno la prerogativa di decidere. Ad esempio, la Regione vuole acquisire l’immobile, Roberti lo ha più volte confermato. Ma l’acquisto non può essere estraneo al contesto e alla finalità. Ma anche e soprattutto, ha concluso il rettore di Unimol, un piano che dia conto ai cittadini, utenti della sanità regionale: «Io credo che una risposta ai molisani vada data».
ppm

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