Ci sono edifici che aspettano. L’ex scuola elementare di corso F. Amatuzio aspetta da anni, e solo ora un passaggio formale, ma decisivo, la avvicina al cantiere. Con la determina n. 147 del Settore III Tecnico, approvata il 28 ottobre scorso, il Comune ha affidato l’incarico di direzione dei lavori di riqualificazione e adeguamento dell’immobile.
L’incarico è andato a un professionista con studio a Campomarino, al termine della procedura svolta sulla piattaforma telematica della Centrale Unica di Committenza dell’Unione dei Comuni “Sorgenti del Biferno”, per un impegno di spesa complessivo di circa 80mila euro. È uno degli ultimi tasselli procedurali prima dell’avvio dei lavori.
Un primo stralcio, non l’intero progetto. Il punto da chiarire è cosa finanzino davvero i circa due milioni di euro ottenuti negli anni scorsi dall’Ente di Corso dei Pentri. Il finanziamento ministeriale copre al momento soltanto una parte di un progetto ben più ampio: quello redatto con i fondi di progettazione ottenuti nell’ambito del Pnrr, per un importo di circa 350mila euro, e che, supererebbe nel suo complesso i 7-8 milioni. Quel disegno più vasto, oltre all’ex scuola, comprende la riqualificazione di corso Amatuzio e altri interventi urbani. Da esso è stato ricavato lo stralcio che oggi può contare sui fondi ministeriali.
La priorità è la sicurezza. Con le risorse disponibili, l’intenzione dell’amministrazione è mettere in sicurezza l’edificio. L’intervento più rilevante riguarda l’ultimo piano, realizzato in cemento armato, che dovrà essere rimosso e ricostruito con una struttura leggera. Sono previsti altri interventi che rientrano nella copertura finanziaria. Nel frattempo si cercheranno ulteriori fondi per rendere la rigenerazione davvero completa, come previsto dalla progettazione complessiva.
La struttura, del resto, è molto estesa: quasi 1.500 metri quadrati per piano. Una volta recuperata, potrebbe diventare un punto di riferimento per la città, con una vocazione sociale, per l’associazionismo, l’aggregazione e la promozione culturale, ma anche con la possibilità di ospitare uffici pubblici. Le destinazioni definitive dipenderanno però da quanto sarà possibile completare.
Il percorso è iniziato a ottobre 2015, quando il Comune partecipò al bando del “Piano Nazionale per la riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane degradate”, pubblicato in Gazzetta Ufficiale. La proposta ottenne una valutazione positiva dal Ministero e si collocò al numero 396 della graduatoria nazionale. Seguì una lunga attesa: solo a settembre 2021, con lo scorrimento della graduatoria, Bojano rientrò tra gli enti beneficiari.
Nel frattempo il mondo è cambiato. I prezzi del progetto originario, calcolati sul prezzario regionale del 2014, erano stati superati dall’aumento dei costi delle materie prime legato all’emergenza Covid-19, all’inflazione e al contesto internazionale segnato dal conflitto tra Russia e Ucraina. Le lavorazioni previste risultavano inadeguate, anche rispetto alle norme di edilizia sismica.
Per superare l’impasse, nel 2023 l’amministrazione ha promosso un tavolo tecnico a Roma, presso il Ministero, con il RUP del Piano Nazionale per le Aree Urbane Degradate. In quella sede è stata concordata la revisione del progetto, sfruttando anche il finanziamento Pnrr per la progettazione. Il nuovo elaborato, di 1.999.301,56 euro, è stato trasmesso al Comune a fine ottobre 2023 e approvato dalla Giunta a novembre dello stesso anno. Sono seguiti l’accettazione del disciplinare ministeriale di concessione e, a ottobre 2025, l’approvazione del progetto esecutivo generale di rigenerazione urbana, da cui è stato estrapolato lo stralcio esecutivo per la scuola di corso Amatuzio.
Per l’amministrazione comunale si tratta di «un ulteriore tassello molto importante per la cittadinanza», perché si comincia a recuperare uno stabile di enormi dimensioni che per decenni a Bojano ha rappresentato un punto di riferimento, destinato ora a tornare ad essere un punto centrale per la vita sociale della città.

























