Un fronte compatto, unito e trasversale che unisce trentatré amministrazioni locali per fermare un provvedimento ritenuto illegittimo, ingiustificabile e gravemente penalizzante per il diritto alla salute. Martedì scorso, presso il Comune di Termoli, si sono riuniti i Sindaci dei 32 Comuni dell’Ambito Territoriale, supportati dall’adesione strategica del Comune abruzzese di Vasto, per definire una linea d’azione comune e dare mandato alla proposizione di un ricorso formale in sede amministrativa e giudiziaria contro il nuovo Programma Operativo Sanitario 2026-2028 della Regione Molise, che prevede la soppressione del servizio di Emodinamica dell’Ospedale “San Timoteo”. Una scelta fortemente contestata dalle istituzioni locali, le quali evidenziano come il reparto termolese non sia affatto un presidio mantenuto in via eccezionale o privo di logica gestionale, bensì una struttura pienamente coerente con i rigidi criteri e gli standard di efficienza e prossimità fissati dal D.M. 70/2015, il decreto ministeriale che disciplina l’organizzazione della rete ospedaliera nazionale. Sotto il profilo tecnico e programmatorio, dunque, lo smantellamento appare privo di fondamento e rischia di scardinare l’intero equilibrio della rete dell’emergenza cardiologica del territorio. L’Emodinamica rappresenta infatti il cuore pulsante del reparto di Cardiologia del “San Timoteo”; la sua eliminazione innescherebbe un inevitabile effetto domino, depotenziando l’intera struttura e riducendo drasticamente la capacità di risposta immediata di fronte a patologie cardiovascolari tempo-dipendenti, dove ogni singolo minuto può fare la differenza tra la vita e la morte. Allungare i tempi di trasporto verso altri centri significa aumentare in modo esponenziale il rischio di danni irreversibili e compromettere le probabilità di sopravvivenza dei pazienti. I sindaci firmatari dell’iniziativa — rappresentanti delle comunità di Acquaviva Collecroce, Campomarino, Castelmauro, Civitacampomarano, Guardialfiera, Guglionesi, Lupara, Mafalda, Montecilfone, Montefalcone del Sannio, Montemitro, Montenero di Bisaccia, Palata, Petacciato, Portocannone, San Felice del Molise, San Giacomo degli schiavoni, Tavenna, Termoli, Larino, Bonefro, Colletorto, Montelongo, Montorio nei Frentani, Morrone del Sannio, Provvidenti, Ripabottoni, San Giuliano di Puglia, San Martino in Pensilis, Santa Croce di Magliano, Ururi e Vasto — hanno voluto ribadire con forza che le esigenze di bilancio e di contenimento della spesa pubblica non possono in alcun modo tradursi nel sacrificio di servizi salvavita essenziali. La battaglia intrapresa rifiuta qualsiasi logica di campanilismo o rivendicazione puramente locale: l’Ospedale di Termoli costituisce da anni un punto di riferimento interregionale irrinunciabile per una vasta area che serve quotidianamente anche numerosi centri delle vicine Puglia e Abruzzo, grazie alla sua collocazione logistica e alla rapidità delle prestazioni garantite. La risposta emersa dal vertice è un no categorico a una sanità divisa tra “serie A” e “serie B”. I Comuni si dichiarano pronti a fare blocco unico per difendere l’Emodinamica del “San Timoteo”, non come un privilegio di pochi, ma come un diritto costituzionale fondamentale da garantire a tutti i cittadini.





























