Il rischio è che la crisi del magazzino Kuehne+Nagel non si fermi ai suoi cancelli, ma raggiunga le imprese di trasporto, gli autisti delle navette industriali, gli addetti dei servizi e, nel tempo, persino i collegamenti del trasporto pubblico con la zona industriale. È su queste possibili conseguenze che la UILTrasporti Molise richiama l’attenzione, chiedendo di affrontare la vertenza dell’azienda dell’indotto Stellantis attraverso una valutazione complessiva dei posti di lavoro esposti. Il segretario generale Nicola Gabriele Scafa esprime «piena solidarietà e vicinanza ai lavoratori della Kuehne+Nagel di Termoli», mobilitati per difendere il proprio futuro occupazionale di fronte alla prospettiva della chiusura, e sollecita un confronto immediato tra istituzioni, committente, imprese e organizzazioni sindacali. «Una vertenza che non riguarda soltanto i dipendenti direttamente coinvolti, ma che rischia di avere conseguenze ben più ampie sull’intero sistema produttivo, logistico e dei trasporti del Basso Molise», sottolinea. Kuehne+Nagel gestisce parte dei magazzini e delle attività logistiche collegate allo stabilimento automobilistico termolese: una funzione che mette in relazione il deposito con una rete di servizi e lavorazioni il cui futuro, secondo il sindacato, deve entrare fin da subito nel confronto. «Quando si parla della possibile chiusura di un polo logistico di queste dimensioni non possiamo limitarci a contare esclusivamente i posti di lavoro direttamente interessati. Dobbiamo guardare all’intera filiera che ruota intorno a queste attività. Pensiamo ai lavoratori dell’autotrasporto, agli addetti alla logistica, ai dipendenti delle aziende del multiservizi e a tutti coloro che, quotidianamente, garantiscono il funzionamento di un sistema strettamente collegato alla produzione industriale». Una delle prime preoccupazioni riguarda le navette industriali, i mezzi pesanti e i bilici impiegati nel trasferimento delle merci tra il deposito Kuehne+Nagel e Stellantis. Dietro quei collegamenti ci sono autisti, operatori e imprese che assicurano la movimentazione dei materiali necessari alle attività dello stabilimento. La domanda posta dalla UILTrasporti riguarda quindi la continuità di questi servizi e le tutele per chi vi lavora. «Se viene meno il magazzino, quale futuro avranno questi servizi? Quali garanzie occupazionali saranno assicurate ai lavoratori delle aziende di trasporto coinvolte? Sono interrogativi ai quali bisogna dare risposte immediate, prima che sia troppo tardi», incalza Scafa. L’analisi del sindacato si allarga poi a uno scenario di medio e lungo periodo: le possibili ripercussioni sul trasporto pubblico locale. Si tratta di un rischio prospettato dalla UILTrasporti, legato all’eventuale ulteriore ridimensionamento delle attività produttive e degli spostamenti verso il polo industriale. «La situazione dello stabilimento Stellantis di Termoli è già da tempo motivo di forte preoccupazione per il territorio. Se alle difficoltà del settore automobilistico si aggiungono ulteriori chiusure nell’indotto, il rischio è quello di un progressivo impoverimento dell’intera area industriale. E non vorremmo che, a cascata, a pagarne le conseguenze fossero anche i lavoratori del trasporto pubblico locale». Il collegamento tra occupazione industriale e mobilità, osserva Scafa, riguarda i servizi che ogni giorno consentono ai lavoratori di raggiungere la zona produttiva da Termoli e dai comuni vicini. Una contrazione dell’utenza potrebbe ripercuotersi sull’organizzazione dei collegamenti. «Un eventuale ridimensionamento delle attività produttive potrebbe determinare una riduzione dell’utenza e, di conseguenza, mettere a rischio corse, servizi e, nel tempo, anche livelli occupazionali nel TPL. È uno scenario che dobbiamo assolutamente prevenire». Da qui la richiesta di coinvolgere nel confronto anche le rappresentanze dei settori collegati, per ricostruire tutte le ricadute occupazionali e individuare le soluzioni prima che la crisi si estenda. «Chiediamo alle istituzioni regionali, alle amministrazioni locali, a Stellantis e a tutte le aziende coinvolte di assumersi fino in fondo le proprie responsabilità. È necessario aprire un confronto serio e immediato che coinvolga anche le rappresentanze sindacali dei settori della logistica, dell’autotrasporto, del multiservizi e dei trasporti, affinché venga effettuata una valutazione completa delle ricadute occupazionali e siano individuate soluzioni concrete per salvaguardare ogni singolo posto di lavoro». Per la UILTrasporti, affrontare separatamente le singole vertenze significa rischiare di perdere di vista i legami economici e occupazionali che tengono insieme l’area industriale. «Non possiamo continuare ad assistere a vertenze industriali affrontate singolarmente, come se ogni azienda fosse un mondo a sé. La crisi di un grande stabilimento produce conseguenze su decine di attività collegate. Dietro ogni servizio logistico, ogni camion, ogni magazzino e ogni collegamento di trasporto pubblico ci sono lavoratori, famiglie e comunità che rischiano di perdere certezze e prospettive». L’appello alle istituzioni parte dalle fragilità di una regione nella quale la perdita di occupazione si intreccia con lo spopolamento e con la difficoltà di costruire nuove opportunità. «Il Molise non può permettersi di perdere altri posti di lavoro. Siamo una regione già segnata da fragilità economiche, spopolamento e difficoltà occupazionali. Ogni posto di lavoro perso rappresenta una ferita per un territorio che ha bisogno di investimenti, sviluppo e prospettive, non di ulteriori chiusure», afferma il segretario. «Non possiamo accettare che il progressivo indebolimento del polo industriale di Termoli trascini con sé anche il mondo della logistica, dell’autotrasporto, del multiservizi e del trasporto pubblico locale». Scafa conferma infine il sostegno alla mobilitazione e chiede che alla gestione della vertenza si accompagni una prospettiva industriale per il territorio: «La Uil Trasporti Molise sarà al fianco dei lavoratori, pronta a sostenere ogni iniziativa utile alla difesa dell’occupazione. Servono risposte, garanzie e un piano industriale credibile per il futuro del territorio. Non possiamo consentire che il Basso Molise venga progressivamente svuotato delle sue attività produttive e delle sue opportunità di lavoro. Difendere l’industria significa difendere anche i trasporti, i servizi e il futuro della nostra regione».

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