Sono arrivati intorno alle 15.30, accompagnati dagli agenti della Mobile a bordo di una Kia con i vetri oscurati. Gianni Di Vita e la figlia Alice sono poi entrati da un ingresso secondario per eludere le decine di cronisti che li attendevano all’ingresso principale della Questura di via Tiberio.
Come avvenuto nelle precedenti occasioni, padre e figlia sono stati sentiti come persone informate sui fatti. A coordinare l’audizione il dirigente della Mobile Marco Graziano. La prima a essere ascoltata è stata Alice, mentre dalle 18 è toccato al padre, rimasto negli uffici della Questura fino alle 21.
Al termine del colloquio, la ragazza è stata riaccompagnata nell’abitazione di Campobasso dove, da alcune settimane, i due si sono trasferiti per sottrarsi alla pressione mediatica e consentire ad Alice di prepararsi all’esame di maturità lontano da telecamere e tensioni. Per l’ex sindaco è la quarta audizione dall’avvio delle indagini. Per Alice la terza.
Nel frattempo proseguono anche le attività tecniche sui dispositivi elettronici sequestrati lo scorso 4 maggio nell’abitazione di Pietracatella, quando gli agenti della Scientifica di Campobasso e Napoli acquisirono nove dispositivi appartenenti alle vittime.
Ieri pomeriggio è tornato in Questura anche il consulente della famiglia Di Vita, Giovanni Alfonso, che ha fatto il punto sulle operazioni forensi già avviate. Due dei cinque telefoni sequestrati sono stati sottoposti ai primi accertamenti tecnici, iniziati venerdì scorso. Si tratta dei cellulari dotati di sim e utilizzati abitualmente dalle vittime.
«Abbiamo avviato venerdì le operazioni tecniche per l’acquisizione dei telefoni di Antonella e Sara. Oggi proseguiremo con il notebook», ha spiegato Alfonso, riferendosi all’estrazione completa dei dati contenuti nell’hard disk del computer sequestrato.
Per quanto riguarda invece il telefono di Alice, il consulente ha chiarito che la difesa ha partecipato esclusivamente all’estrazione forense, svolta tra il 28 aprile e il 2 maggio. «I dati sono ora a disposizione degli inquirenti per le analisi. Noi potremo accedere ai contenuti solo quando entreranno formalmente nel fascicolo», ha precisato.
I tempi degli accertamenti, però, si annunciano ancora lunghi. «Sono operazioni tecniche complesse che richiedono giorni di lavoro. Dovremo verificare se sui tre telefoni che andremo ad acquisire sarà possibile utilizzare gli stessi pin già impiegati per gli altri due dispositivi», ha spiegato Alfonso, sottolineando ancora una volta la collaborazione della famiglia. «C’è stata massima disponibilità da parte di Gianni e Alice Di Vita, che stanno partecipando attivamente alle indagini e hanno fornito spontaneamente i pin di sblocco dei primi due dispositivi già acquisiti».
Sull’ipotesi di una eventuale cancellazione della cronologia dei dati, il consulente ha invitato alla cautela. «Servirebbero ulteriori elementi per dare una risposta precisa. Tecnicamente i dati vengono sovrascritti quando lo spazio del telefono si riempie e il sistema elimina quelli più vecchi per fare posto ai nuovi. Saranno gli investigatori a valutare quali elementi utilizzare».
Una volta concluse tutte le acquisizioni forensi, gli hard disk contenenti i dati estratti saranno trasmessi alla Procura, che coordinerà le successive analisi investigative sui contenuti recuperati.
Intanto proseguono anche le audizioni delle persone vicine alla famiglia. Lunedì scorso è stata ascoltata per circa due ore Isuccia, anziana zia di Gianni Di Vita, che la sera del 24 dicembre preparò e portò una torta nell’abitazione di via Risorgimento. Secondo quanto emerso finora, tuttavia, la donna non sarebbe stata presente al momento in cui il dolce venne consumato.
Nei prossimi giorni sarà sentita anche la cugina Laura, mentre resta ancora da fissare la data del nuovo sopralluogo finalizzato alla ricerca di eventuali tracce di ricina.
Domani alle 14.30 è infine previsto il conferimento degli incarichi ai nuovi consulenti Locatelli e Merli, che affiancheranno la medico legale Benedetta Pia De Luca, nominata dalla Procura, e il gastroenterologo Francesco Giovanni Battista Laterza negli accertamenti irripetibili già eseguiti tra Campobasso e Bari.
Per il deposito della relazione autoptica è stata richiesta una ulteriore proroga fino al 30 giugno.
sl




























